Sapere Scienza

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I ragni volanti dell'Amazzonia

31 Agosto 2015 di 

Può sembrare il titolo di un film horror per aracnofobi, invece è solo un altro splendido esempio di evoluzione. La capacità di spostarsi nella terza dimensione tra gli animali terrestri è stata probabilmente acquisita nel Carbonifero (circa 359 milioni di anni fa) o addirittura poco prima e naturalmente i pionieri in questo campo sono stati gli insetti (probabilmente i più adattabili tra gli animali). Oggi esistono migliaia di specie di insetti alati e recentemente sono state studiate persino formiche capaci di planare attivamente, come piccolissimi alianti, in caso di caduta accidentale o per spostarsi verso gli alberi vicini. Tuttavia, fino a oggi non c’era notizia di artropodi non insetti capaci di volare (anche se i ragni possono usare “paracadute” di seta per farsi portare dal vento).

 

Fuga verso il cielo

La caduta accidentale di artropodi arboricoli può comportare rischi significativi per gli animali coinvolti. Infatti, una volta sul terreno, questi animali sono soggetti ad attacchi da parte dei predatori e non hanno grandi possibilità di fuga. Per questa ragione, molti insetti arboricoli hanno sviluppato la capacità di planare durante la caduta: grazie all’uso di una vista sviluppata e di riflessi fulminei riescono infatti ad orientare il corpo verso l’albero più vicino sin dall’inizio della caduta. Durante il “volo”, le loro zampe e la forma del corpo permettono loro di planare fino all’albero che hanno scelto come bersaglio, evitando così di trovarsi in una situazione spiacevole sul terreno - spesso dopo cadute di 30 metri.

 

Ragni alianti

Un recentissimo lavoro pubblicato sul Journal of the Royal Society Interface ha descritto per la prima volta il volo planato tra gli aracnidi: ragni del genere Selenops sono cacciatori lunghi in media 2-4 cm, dal corpo molto appiattito, che vivono sugli alberi in Perù e Panama e sono in grado di usare una planata controllata per spostarsi nell’aria, esattamente come gli insetti sopra citati. Quando questi ragni cadono (o vengono fatti cadere dai ricercatori, come nell’articolo pubblicato), riescono immediatamente a orientarsi verso l’albero più vicino, e usano poi una particolare posizione delle zampe per planare verso il tronco, in modo da non trovarsi a cadere sul terreno. Ragni volanti: il peggior incubo degli aracnofobi, e un’altra meraviglia dell’evoluzione.

Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

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