Sapere Scienza

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Mutevoli Polpi: come ti cambio l’RNA

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I cefalopodi sono tra gli animali più interessanti e “alieni” in assoluto: l’intelligenza dei polpi è assodata da numerose ricerche, e la loro incredibile capacità di cambiare forma e colore in pochi istanti, o addirittura di produrre “disegni animati”, come per esempio bande colorate che scorrono sul corpo (per esempio nel passing cloud display), è uno degli spettacoli più belli del mondo della zoologia. La comunicazione visiva nei cefalopodi è ai massimi livelli, e il fatto che siano praticamente incapaci di vedere i colori rende le loro abilità ancora più incredibili; inoltre, i cefalopodi includono gli invertebrati più grandi del pianeta, come Architeuthis o Mesonychoteuthis.

 

La loro evoluzione durante le ere geologiche ha portato a una fioritura di specie talmente grande che la maggior parte delle ammoniti (cefalopodi dotati di conchiglia esterna, simili all’attuale Nautilus, che si sono estinti alla fine del Cretaceo) viene utilizzata come fossili guida, cioè organismi capaci di indicare con un alto livello di esattezza un determinato periodo geologico. Come se questo non bastasse, una recentissima ricerca ha scoperto un’ulteriore capacità dei cefalopodi che va ben oltre quello che possiamo immaginare.


RNA e DNA

L’RNA (acido ribonucleico) viene utilizzato in genere per copiare intere sezioni del DNA (acido desossiribonucleico), in modo da replicare il codice genetico di un organismo. Modificare l’RNA è un processo che è in teoria possibile, ma che negli esseri viventi viene utilizzato in rarissime circostanze: per esempio negli esseri umani questo processo è noto circa nell’1 per cento dei casi. Questo perché, in parole povere, noi ci evolviamo proprio grazie alla replicazione ed alle conseguenti mutazioni (errori di copia, se volete) del DNA: l’RNA trascrive sezioni del DNA che servono a codificare proteine, e queste proteine poi faranno funzionare praticamente ogni altra cosa nel nostro organismo. Il risultato finale è che a causa di errori di trascrizione si verificano mutazioni, e le mutazioni sono uno dei motori principali dell’evoluzione.

Al contrario, i cefalopodi sono in grado di modificare l’RNA di continuo, “aggiustando” il loro codice genetico per adattarsi al volo ai cambiamenti. Il risultato è che polpi, seppie e calamari sono capaci di adattarsi quasi immediatamente ai cambiamenti del loro ambiente, ma lo fanno a scapito dell’adattamento ad ambienti diversi: in parole povere, i cefalopodi evolvono alla lunga più lentamente perché hanno meno mutazioni, e in cambio sono capaci di editare continuamente quasi in tempo reale la loro biologia.


Più antichi, più forti

Questa sorprendente scoperta fa anche pensare che i cefalopodi abbiano avuto, come detto, un’evoluzione più lenta, e di conseguenza abbiano anche una storia evolutiva più lunga: in pratica, probabilmente esistono da più tempo di quel che pensiamo. Questa stupefacente capacità di adattarsi all’ambiente circostante in maniera così rapida rende certamente i cefalopodi ancora più “alieni” di quello che già sembrano, e potrebbe anche essere alla base delle loro incredibili abilità, come l’apprendimento, la risoluzione dei problemi, e l’utilizzo di oggetti. Forse adesso è più chiaro come mai un polpo riesca a imparare così velocemente come svitare il tappo di un barattolo per raccoglierne il contenuto, pur non avendo mai visto altri barattoli nella sua vita. Insomma, un altro esempio di quanto fantascientifica possa essere la realtà quotidiana sul nostro meraviglioso eppur delicatissimo pianeta.

Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

copertina   marzo-aprile 2017

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