Sapere Scienza

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Vaccino AstraZeneca e rischio trombosi: possiamo fidarci?

30 Marzo 2021 di 

Uno strumento fondamentale per mettere fine all’epidemia di SARS-CoV-2 è la vaccinazione. Il vaccino crea una barriera di immunità alla circolazione del virus per cui, quando si verifica un caso di infezione, se abbastanza persone sono vaccinate, la probabilità che la persona infetta ne contagi un’altra sarà molto bassa o quasi nulla, per cui l’epidemia si spegnerà.

 

I vaccini anti Covid in Italia


Oggi abbiamo a disposizione in Italia quattro vaccini: Pfizer e Moderna, basati sulla tecnologia a mRNA, AstraZeneca e il nuovo arrivato Johnson&Johnson, che utilizzano invece un vettore adenovirale.
Perché la campagna vaccinale abbia successo, ovviamente, è necessario che la popolazione aderisca. Questo implica però che le persone si fidino dei vaccini ed è qui che casca il proverbiale asino.
Infatti, alcune vicende recenti che hanno visto coinvolto il vaccino AstraZeneca hanno determinato un calo significativo della fiducia della popolazione rispetto a questo vaccino. Ma questa diffidenza è giustificata dalle evidenze scientifiche?

 

Morti di trombosi dopo il vaccino: c’è un nesso?


L’esitazione nei confronti di AstraZeneca discende dalla segnalazione, ripresa con grande enfasi dai mezzi di comunicazione, di alcuni casi di trombosi anche fatali, verificatisi in un arco temporale di alcuni giorni o settimane dopo la vaccinazione. A seguito di questi casi, l’Agenzia Europea per i Medicinali EMA ha chiesto la sospensione delle somministrazioni per alcuni giorni, richiesta a cui hanno aderito numerosi Paesi europei, Italia inclusa. Alla fine del processo di valutazione, EMA ha dichiarato che il vaccino AstraZeneca era sicuro e si poteva riprenderne la somministrazione.
Similmente, per i rari decessi avvenuti in Italia è stato escluso un nesso con la vaccinazione.

 

Effetti collaterali e casi sospetti: tutti i numeri


Ma nell’opinione pubblica i dubbi sono rimasti. Intanto, di quanti casi parliamo? L’Istituto Paul Ehrlich in Germania ha registrato 7 casi di una rara forma di trombosi cerebrale su 1,7 milioni di vaccinati con AstraZeneca. Un numero lievemente superiore alla frequenza generale attesa per questa rara evenienza, che è nell’ordine di 2 casi su un milione.
Tuttavia, nel resto d’Europa, secondo i dati registrati dal sistema di vigilanza europeo sugli eventi avversi EudraVigilance, al 10 marzo erano stati notificati solo 30 casi di eventi trombotici su 5 milioni di soggetti vaccinati. Di fatto, l’incidenza di trombosi osservata tra le persone vaccinate era addirittura inferiore all’atteso.
Il rischio di eventi trombotici nella popolazione, indipendentemente dalla vaccinazione, è di circa
1 /10.000 entro i 30 anni e 1/1000 tra i 30 e i 50 anni.
Altri dati vengono dall’Inghilterra, il Paese al momento con il maggior numero di vaccinati. Nei mesi di gennaio e febbraio, su 9,7 milioni di dosi di AstraZeneca, sono stati registrati 8 casi di trombosi. Nello stesso periodo, tra i 10,7 milioni di vaccinati con Pfizer sono stati registrati 13 casi di trombosi. Numeri quindi ancora al di sotto della media attesa per la popolazione generale e, soprattutto, paragonabili tra i due vaccini. A confermare ulteriormente che AstraZeneca non causa un maggior numero di effetti avversi, arriva il secondo rapporto AIFA sulla farmacosorveglianza dei vaccini Covid-19. Al 26 febbraio 2021, il numero di segnalazioni ogni 100.000 dosi di vaccino Pfizer era superiore rispetto alle segnalazioni ricevute dopo vaccinazione con AstraZeneca. Tra l’altro su 3,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer somministrate nello stesso periodo, sono stati segnalati 30 decessi, su cui non c’è stata grande enfasi comunicativa, che le indagini condotte hanno dimostrato non essere correlati al vaccino.

 

Vaccino AstraZeneca: i pro superano i contro


Anche la Società scientifica per la ricerca sulla trombosi e sull’emostasi della Germania, una delle nazioni che per prime hanno chiesto una valutazione degli effetti del vaccino, ha rilasciato il 22 marzo una dichiarazione in cui si afferma che:

 

- gli effetti benefici del vaccino AstraZeneca largamente superano i possibili effetti negativi;
- non c’è evidenza che le trombosi siano più frequenti dopo la vaccinazione;
- pazienti con una storia di trombosi non hanno un rischio maggiore di sviluppare forme atipiche e rare di trombosi a seguito della vaccinazione.

 

Quindi, il messaggio che viene dai dati è che il vaccino AstraZeneca funziona per tutte le età. Come dimostrato anche dai risultati dell’ultimo studio di fase 3 condotto negli USA, è sicuro al pari degli altri vaccini e non è associato a un aumentato rischio di trombosi.

 

Per maggiori informazioni, visitare il portale ufficiale del Ministero della Salute.

Giovanni Maga

Virologo, dirige l’Istituto di Genetica Molecolare “Luigi Luca Cavalli Sforza” (IGM) del CNR di Pavia. Al suo attivo ha centinaia di pubblicazioni scientifiche. Si interessa anche di divulgazione scientifica, è infatti autore di alcuni saggi e collaboratore di diverse testate giornalistiche. Per “Sapere” ha scritto  Il punto su COVID-19

9788822094513   settembre-ottobre 2021

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