Sapere Scienza

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Quando ci comportiamo da stupidi? Ce lo dicono i modelli matematici

23 Settembre 2021 di 

A volte ci capita proprio di dirlo, con tono un po’ sorpreso: “Che cosa stupida che ho fatto!”. E sì, perché spesso ce ne accorgiamo solo a posteriori che non era il caso di agire in un certo modo e spesso questo sentirsi stupidi coincide con l’aver arrecato qualche danno a noi stesso o agli altri o all’ambiente in cui viviamo. Viceversa, ci sentiamo intelligenti quando riusciamo a compiere qualcosa di “buono”, otteniamo un guadagno materiale per noi o per gli altri o riusciamo a migliorare l’ambiente in cui viviamo. Ma c’è modo di capire prima se una certa azione promette bene o se ci stiamo orientando su una scelta svantaggiosa?

 

Come mai la gente si comporta in modo stupido?

 

È una domanda che, a prima vista, sembrerebbe difficile da affrontare dal punto di vista scientifico. Ma la scienza moderna è un’entità che ha molte sfaccettature e ultimamente ha cominciato a occuparsi del campo affascinante (e difficile) dei cosiddetti sistemi complessi. Sono tutti sistemi che non si possono affrontare con quello che si chiama approccio galileiano. Non possiamo certo mettere una persona che riteniamo stupida in una teca di vetro e studiarla, come si fa con i topi (i quali, peraltro, secondo gli studi non sono per niente stupidi). Diciamo che studiare i sistemi complessi non è mai facile, ma che ci sono delle regole basate sulla termodinamica che spingono cose e persone a muoversi in una certa direzione. Ma andiamo per gradi.

 

Carlo Cipolla e lo studio della stupidità


Intanto è doveroso ringraziare l’economista e storico Carlo M. Cipolla (1922-2000) che ha ispirato gli autori di questo studio. Infatti, nel 1976, Cipolla scrisse un saggio dal titolo “Le leggi fondamentali della stupidità umana”. Con uno stile ironico, Cipolla analizza il comportamento umano utilizzando un modello qualitativo basato sull’interazione di due individui che, compiendo transazioni economiche, ottengono guadagni e/o perdite: può capitare che uno dei due individui guadagni qualcosa a scapito dell’altro, o che entrambi gli individui traggano profitto dalla loro interazione, così come entrambi gli individui possono perdere qualcosa. Il risultato di queste interazioni può essere riassunto su uno stesso grafico cartesiano, come il seguente.

 

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I quadranti di Cipolla: diagramma che mostra i benefìci e le perdite che un individuo provoca a se stesso e causa agli altri.

 

 

Tipicamente, l’asse x si riferisce all’osservatore, mentre l’asse y all’individuo con cui l’osservatore interagisce. Il quadrante “helpless people”, ovvero “incapaci di dare aiuto” o se vogliamo “impotenti”, rappresenta coloro che compiono un’azione a scapito loro e a profitto di y. Nella storia originale Carlo Cipolla fa l’esempio di un vecchio maialino senza valore per l’individuo y che l’individuo x acquista per un prezzo elevato.
Il quadrante “intelligent people” rappresenta invece il caso di un buon affare per entrambi gli individui: per esempio, la vendita da parte dell’individuo x di un buon maialino a un prezzo onesto alla persona y.
Il quadrante “bandits” (letteralmente banditi) può rappresentare l’individuo x che ruba il maialino all’individuo y, cosicché l’individuo x “acquista valore” danneggiando y.
Infine, per il quadrante “stupid people” potremmo immaginare che l’individuo x uccida il proprietario del maiale per rubarlo e poi viene arrestato e mandato in prigione a vita. Questa è anche una buona illustrazione di come la stupidità sia spesso legata alla ricerca di guadagni immediati senza considerare troppo le conseguenze.

 

Modello Lotka-Volterra per l’analisi dei comportamenti stupidi

 

Ispirati dal trattato di Cipolla abbiamo cercato di verificarne la teoria con un approccio semi-quantitativo, con il quale abbiamo scoperto che le dinamiche di Cipolla sono assai più frequenti e vanno ben al di là del mondo economico.
Infatti con il modello Lotka-Volterra, noto anche come modello “preda-predatore” o “volpi-conigli”, il processo economico è assimilato a una forma di dissipazione di potenziali energetici: un predatore aumenterà la sua energia interna assorbendo un po’ di energia dalla cattura della preda (o in generale dallo sfruttamento di una risorsa), proprio come un agente economico aumenterà il suo stock monetario ottenendo un profitto da un’operazione di commercio o finanziaria. La visione del potenziale energetico in similitudine al potenziale economico fa parte del concetto generale di biofisica, che si occupa di sistemi dinamici complessi, qualunque sia la natura del potenziale da dissipare o trasformare.
Cosa ci dice allora l’uso di questo modello nel campo del comportamento umano? Vediamolo insieme.

 

I banditi e le loro vittime indifese

 

I due quadranti diagonalmente opposti del modello di Cipolla, quelli etichettati helpless e bandits, si basano sullo stesso concetto, letto da due diversi punti di vista. In entrambi i casi, abbiamo un’interazione preda/predatore, con il bandito come predatore e la vittima come preda. Questa interazione è ben descritta dal modello Lotka-Volterra standard: la figura seguente mostra come il sistema evolve nel tempo secondo le equazioni LV, risolte iterativamente, con L1 corrispondente alla vittima e L2 al bandito. Nella figura, la scala y rappresenta il livello delle scorte e può essere vista come una misura della ricchezza monetaria (o di energia) degli individui, dei banditi e delle loro vittime indifese.

 

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Un’interpretazione qualitativa di questi risultati è che i banditi accumulano la loro ricchezza depredando (o imbrogliando) le loro vittime indifese, fino a quando le vittime sono così povere che i banditi non fanno più profitto attaccandole. Ciò costringe i banditi a ridurre la loro attività. A questo punto, le vittime hanno la possibilità di ricostruire i propri beni e ridiventare interessanti bersagli di rapina. Più in dettaglio, il modello ci dice che i banditi operano a un certo costo. Proprio come i predatori hanno bisogno di energia metabolica per superare le loro prede, i banditi hanno bisogno di investimenti di capitale sotto forma di armi, attrezzature, trasporti e altro ancora. Se le rapine non forniscono un profitto sufficiente, questo capitale cade in ammortamento.

 

Individui intelligenti


Ecco la transazione favorevole a entrambi gli individui. Se la trasliamo in un sistema biologico, questa dinamica descrive la condizione nota come simbiosi: due specie che formano un’alleanza che avvantaggia entrambe, nel senso che entrambe guadagnano energia. I sistemi simbiotici sono ben noti in biologia, un classico esempio è il microbiota intestinale (predatore) degli esseri umani, che riceve cibo dall’organismo umano (preda) e lo aiuta a digerirlo. Questo è l’esempio di un’interazione competitiva predatore/preda che evolve in una simbiosi dopo molti cicli di interazioni in cui le due specie “imparano” gradualmente a rispettarsi reciprocamente e a trovare un equilibrio. Il risultato è che il sistema converge (o “evolve”) a un attrattore (numero di prede e numero di predatori) ben definito, tipo quello riportato qui sotto in figura.

 

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Nel gioco evolutivo, il modello Lotka-Volterra ci dice che, tramite la simbiosi, gli individui intelligenti riescono a rispettare le risorse che generano la loro ricchezza (o energia) e a evitarne l’esaurimento.

 

Individui stupidi


In un sistema biologico, l’equivalente di stupidità secondo la definizione di Cipolla implica che i parassiti/predatori distruggano il loro ospite/preda. In biologia, i “parassitoidi” sono definiti come parassiti che uccidono il loro ospite. Tuttavia, normalmente, i parassitoidi non sono stupidi: uccidere l’ospite fa parte di una strategia che prevede il passaggio a un altro ospite. Tuttavia, alcuni parassiti/predatori possono operare contro la propria sopravvivenza e distruggersi uccidendo il loro ospite/preda. Lo sforzo predatorio collettivo (verso prede o risorse) per massimizzare i guadagni individuali immediati, porta spesso al crollo dell’intero sistema economico basato su quella preda o risorsa. Questa situazione è mostrata nella seguente figura.

 

 

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Il tasso di riproduzione della preda/risorsa può essere abbastanza piccolo da non consentire un nuovo ciclo di sfruttamento perché non viene lasciato il tempo alla preda/risorsa di riprodursi. Ad esempio, quando si considera lo sfruttamento dei combustibili fossili, il tempo necessario alla preda (combustibili) per riprodursi è dell’ordine di milioni di anni; quindi, possiamo effettivamente azzerare il coefficiente di riproduzione. Lo stesso comportamento è osservabile anche per risorse rinnovabili come i pesci: la pesca intensiva degli ultimi decenni sta proprio portando a uno svuotamento del mare e degli oceani.

 

La legge universale della stupidità

 

Ed ecco che la teoria di Cipolla, interpretata secondo il modello Lotka-Volterra ci porta a proporre una nuova “legge universale della stupidità” basata sull’equiparazione della definizione di “stupidità” di Cipolla con la tendenza umana a sovrasfruttare risorse naturali. Anzi, si può dire che la stupidità consiste nell’eccessivo sfruttamento delle risorse al punto da distruggerle irreparabilmente. Dal momento che gli umani lo fanno in misura molto più grande di qualsiasi specie conosciuta nella biosfera terrestre, crediamo che possano giustamente meritare il titolo della “specie più stupida della Terra”. Questa affermazione non dovrebbe essere presa come pessimista, riflette semplicemente il fatto che gli umani sono tra le creature più recenti del pianeta. I nostri risultati mostrano che intelligenza e stupidità possono essere due facce della stessa medaglia e che l’umanità può ancora imparare a vivere in armonia con l’ecosistema.

Ugo Bardi e Ilaria Perissi

Ugo Bardi è docente di Chimica fisica presso l’Università di Firenze. Membro del Club di Ro-ma, è autore di molti studi e libri dedicati all’economia dello sfruttamento delle risorse. È an-che editor della rivista Biophysical Economics and Resource Quality (Springer). Scrive di soste-nibilità e ambiente sul suo blog “Effetto Seneca” e sul Fatto Quotidiano.

Ilaria Perissi è chimico fisico di formazione e PhD in Scienza dei Materiali, è impegnata nella ricerca sulla mitigazione del cambiamento climatico presso l’Università di Firenze. È autrice di vari articoli sullo sfruttamento delle risorse, incluso il suo primo libro The Empty Sea, recente report per il Club Di Roma, scritto con il prof Bardi.

9788822094513   settembre-ottobre 2021

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