Sapere Scienza

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Un Anno Luce

26 Gennaio 2015 di 

Gli astronomi vivono in una perenne schizofrenia: devono lavorare di notte ma lottano per estrarre fino all'ultimo fotone dai loro sofisticati strumenti, puntano i telescopi su galassie formate da centinaia di miliardi di stelle ma rifuggono le fioche luci di una città, studiano i fenomeni più energetici dell’Universo ma basta una piccola vibrazione per mandare a monte le loro osservazioni. E' inevitabile per chi dipende, anche nel proprio lavoro, da quel fenomeno che da sempre pervade le nostre vite e l’Universo intero tanto da ritrovarlo all'inizio di ogni genesi: la luce. Il 2015 è l’Anno Internazionale della Luce e mai celebrazione cade più opportuna, in un mondo in cui trionfano le connessioni wireless. Perché, che si tratti di radiazione luminosa, onde radio, radar o raggi X, la luce non fa che portare informazioni da un luogo a un altro senza bisogno di alcun supporto: il colore di un oggetto, gli SMS che si scambiano due telefonini, il calore che rende possibile la vita sulla Terra, un'istantanea del cosmo risalente a miliardi di anni fa.

E se i telescopi sulla Terra cercano di raccogliere la luce che proviene dalle profondità del Cosmo, le missioni di esplorazione del sistema solare usano la luce, nella sua essenza più generale di radiazione elettromagnetica, anche per mandarci le loro osservazioni: luce che porta altra luce attraverso le connessioni wireless più distanti che l’uomo abbia mai realizzato. Grazie a ciò, il 2014 si è chiuso con la grande emozione di Rosetta e dell’atterraggio su una cometa. 

 

Gli eventi astronomici nell'Anno Internazionale della Luce

Si comincia subito, il 26 gennaio, con il passaggio dell’asteroide 2004 BL86 vicino alla Terra - fatto in sé abbastanza comune, se non fosse che l’oggetto in questione è relativamente grande (circa 600 metri) e diventerà così luminoso da poter essere scorto anche da chi possiede un binocolo. Un buon modo per riconciliarsi con i dinosauri, i meteoriti e il rischio di un impatto cosmico.

A marzo la missione americana Dawn, dopo aver concluso l’esplorazione dell’asteroide Vesta nel 2013, giungerà su Ceres, l'asteroide più grande del Sistema Solare interno, promosso recentemente a pianeta nano. Un momento importante per chi studia l’origine del Sistema Solare e cerca di capire quello che è successo quasi cinque miliardi di anni fa nello spazio compreso tra Marte e Giove che è occupato da un mucchio di detriti, invece che da un altro pianeta roccioso.

Da un pianeta nano all'altro: se Ceres ci ha guadagnato in status, all'ex pianeta Plutone ancora brucia il declassamento. Eppure, il sistema di Plutone è davvero unico: la sua grande luna Caronte lo blocca in uno stato di rotazione sincrona in cui entrambi i corpi celesti rivolgono sempre la stessa faccia l’uno all'altro, mentre almeno altri quattro piccoli satelliti gli fanno da scorta. Lanciata dieci anni fa, la sonda New Horizons arriverà su Plutone a luglio 2015 e dopo un rapido sorvolo continuerà la sua corsa nella regione degli oggetti transnettuniani, l’ultimo vasto territorio inesplorato del nostro sistema solare.

E mentre Cassini continua la sua incredibile avventura su Saturno, scandita dagli incontri con Titano, e Rosetta ci mostrerà come si accende una cometa, la Luna, la nostra Luna, ci offrirà uno dei suoi migliori giochi di luce. Il 28 settembre una eclissi lunare vicina all'equinozio d’autunno - quello che le popolazione indiane chiamano harvest moon, ossia la luna del raccolto - avverrà in coincidenza con il perigeo, ovvero la minima distanza del nostro satellite. Uno spettacolo da non perdere, in un anno che ci auguriamo sia pieno di luce.  


[Immagine: il Large Binocular Telescope, uno dei telescopi più raffinati per raccogliere la luce proveniente dal cosmo. Credit: LBT/David Steele]

Ettore Perozzi

Laureato in Fisica, si occupa professionalmente di scienze planetarie, missioni spaziali e divulgazione scientifica. Ha scritto articoli e libri di astronomia per ragazzi e per il grande pubblico. E’ socio fondatore della libreria asSaggi. L’asteroide n. 10027 porta il suo nome.

9788822094445   luglio-agosto 2020

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