Sapere Scienza

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Esiste una vera emergenza meningite?

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Da qualche tempo i giornali e i siti di informazione riportano giornalmente notizie su casi di meningite in varie parti d’Italia, tanto da aver scatenato una forte ansia collettiva. I consultori sono affollati da famiglie che vogliono far vaccinare i loro figli contro il meningococco, siamo passati quindi da una situazione in cui le coperture vaccinali erano pericolosamente in calo ad un’altra in cui la paura di contrarre l’infezione ha provocato una corsa esagerata in senso contrario.

 

E' davvero un'epidemia?

L’allarme meningite è nato in seguito all’aumento di incidenza di infezione da meningococco in Toscana nell’ultimo anno, ma in realtà non esiste una vera emergenza a livello nazionale. Infatti, secondo i dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), i casi di meningite da meningococco nel 2016 sono stati circa 200, in linea con il numero di casi riscontrati negli anni precedenti.

L’unica regione in cui si è verificato un effettivo aumento di casi rispetto agli anni precedenti è, appunto, la Toscana; per questo motivo, la regione Toscana ha organizzato una copertura vaccinale allo scopo di ridurre i casi di meningite nella popolazione a rischio.
È chiaro però che la diffusione mediatica di ogni singolo caso di meningite (reale o supposto) ha trasmesso a tutta la popolazione la sensazione di trovarsi di fronte a un’epidemia. Per questo motivo, sia l’ISS che il Ministero della Salute hanno pubblicato online dei resoconti e dei commenti volti a rassicurare la popolazione.

 

Cos'è la meningite?

La menigite consiste in un’infiammazione delle meningi, ovvero delle membrane che ricoprono il midollo spinale e l’encefalo, spesso (ma non esclusivamente) di origine infettiva. Gli agenti eziologici possono essere virus e batteri, meno frequentemente funghi e protozoi. Per quanto riguarda la meningite batterica, questa può essere provocata da vari microrganismi, diversi a seconda delle fasce d’età della popolazione; i più frequenti sono:

  • Neisseria meningitidis (meningococco)
  • Haemophilus influenzae
  • Streptococcus pneumoniae (pneumococco)

 

Il meningococco e le conseguenze della malattia

In particolare, del meningococco esistono vari sierogruppi, dei quali il B ed il C sono i più frequentemente isolati in Europa. Spesso questi microrganismi sono trasportati sulle mucose di alcuni soggetti che non sviluppano la malattia (portatori sani). In alcuni casi, il delicato equilibrio tra le difese dell’ospite e i microrganismi che lo colonizzano si altera; a questo punto, i batteri possono diffondere dalle mucose verso il sistema nervoso centrale, o attraverso il sangue o per contiguità, e provocare la meningite.

Numerosi fattori di virulenza intervengono nel processo infettivo; in particolare, giocano un ruolo molto importante la capsula e vari fattori di adesione ai tessuti dell’ospite. La malattia è piuttosto grave, soprattutto se non si interviene tempestivamente, e può portare a gravi conseguenze neurologiche, se non alla morte; i soggetti più a rischio sono bambini e adolescenti.

 

Quanto è importante la vaccinazione?

Considerato tutto ciò, è importante la vaccinazione? Sì, dal momento che la prevenzione è l’arma più efficace contro queste infezioni, ma seguendo gli appositi calendari vaccinali e le indicazioni riguardo i soggetti a rischio. Tra l’altro, nel calendario sono previste anche le vaccinazioni contro i microrganismi che provocano la meningite; in particolare, il vaccino contro il meningococco siero gruppo C è gratuito ed è previsto nel calendario vaccinale entro il primo anno di età, mentre quello contro il sierotipo B è al momento gratuito solo in alcune regioni. Per maggiori informazioni, è possibile consultare questo documento

Tiziana Melillo

Laureata in Scienze Biologiche e specialista in Microbiologia e Virologia, ha inoltre conseguito un master in "Nutrizione personalizzata: basi molecolari e genetiche". Attualmente lavora come microbiologa nel Laboratorio Analisi dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma e insegna Microbiologia Clinica presso l'Università di Tor Vergata. Esercita anche attività privata di nutrizionista.

copertina   luglio-agosto 2019

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