Sapere Scienza

Sapere Scienza

Klebsiella pneumoniae : la doppia faccia dei batteri

5 Dicembre 2014 di 

In un soggetto immunodepresso, innocui microrganismi che convivono pacificamente con l’uomo possono trasformarsi in feroci assassini, nel momento in cui invadono distretti differenti da quelli abituali. Alcuni di questi appartengono alla famiglia delle Enterobacteriaceae, batteri capaci di colonizzare il nostro intestino. di questa famiglia fanno parte sia veri e propri patogeni, sia commensali che possono svolgere un’azione benefica come parte del microbiota, e che possono diventare anch’essi patogeni. Klebsiella pneumoniae, per esempio, colonizza l’intestino di soggetti sani; in questi ultimi occasionalmente può dar luogo a infezioni di solito facilmente curabili. In ambiente ospedaliero può provocare gravi infezioni come polmoniti, setticemie etc.; la contaminazione avviene attraverso trasmissione da persona a persona o tramite dispositivi medici come cateteri venosi centrali o apparecchi per la ventilazione assistita. In pazienti già debilitati la colonizzazione si trasforma in vera e propria infezione.

 

Un batterio molto resistente

Molti ceppi di K. pneumoniae hanno sviluppato resistenza a quasi tutti gli antibiotici in commercio. Nel 2001 è stato riportato il primo caso di K. pneumoniae resistente ai carbapenemi, farmaci di emergenza per il trattamento di infezioni gravi da germi multiresistenti. La resistenza ai carbapenemi è conferita da enzimi denominati carbapenemasi, codificati da geni plasmidici e di conseguenza trasferiti molto facilmente da un batterio all’altro (i plasmidi sono, infatti, piccole sequenze di DNA circolare che i batteri possono trasferire da una cellula all’altra, non necessari alla sopravvivenza ma portatori di geni per tossine e resistenza ai farmaci), anche di specie diverse. Il trattamento di batteri produttori di carbapenemasi richiede l’utilizzo di diversi antibiotici ad elevati dosaggi e la mortalità risulta elevata.  L’equilibrio tra l’uomo e le specie microbiche che lo colonizzano è molto delicato ed il confine tra semplice colonizzazione e infezione può essere facilmente attraversato.

Tiziana Melillo

Laureata in Scienze Biologiche e specialista in Microbiologia e Virologia, ha inoltre conseguito un master in "Nutrizione personalizzata: basi molecolari e genetiche". Attualmente lavora come microbiologa nel Laboratorio Analisi dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma e insegna Microbiologia Clinica presso l'Università di Tor Vergata. Esercita anche attività privata di nutrizionista.

9788822094445   luglio-agosto 2020

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

caraveo saperescienza

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.