Sapere Scienza

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La comunicazione sul vaccino AstraZeneca: facciamo chiarezza

13 Luglio 2021 di 

Dall’inizio della campagna vaccinale anti Covid si è avuta una serie di indicazioni contrastanti della comunità scientifica da parte degli Enti regolatori (EMA, AIFA e CTS) che hanno contribuito a suscitare incertezza nella popolazione.

 

AstraZeneca: a chi somministrarlo?


In particolare, il vaccino AstraZeneca (il nuovo nome è Vaxzevria) è stato oggetto di dibattito a causa di una serie di comunicazioni contrastanti che si sono susseguite. Nel corso di pochi mesi si è passato da un utilizzo preferenziale del vaccino in soggetti tra i 18 e i 55 anni fino alla raccomandazione di somministrazione nelle persone di età superiore ai 60 anni.
È utile ripercorrere i passi che hanno portato a questo totale cambiamento nelle indicazioni.

 

Breve storia del vaccino AstraZeneca in Italia


Il 31 gennaio 2021 l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) autorizzò il vaccino AstraZeneca nei soggetti al di sopra dei 18 anni. Era in quel momento il terzo vaccino a disposizione insieme a Pfizer e Moderna che erano stati approvati precedentemente. Il Comitato Tecnico Scientifico, facendosi guidare dagli studi del momento, suggerì inizialmente di utilizzare AstraZeneca nei soggetti tra i 18 e i 55 anni in attesa di ulteriori dati. Il 22 febbraio 2021 una Circolare del Ministero della Salute estese la possibilità di un utilizzo del vaccino AstraZeneca fino ai 65 anni grazie a nuove evidenze scientifiche. Il comunicato specificava anche che l’indicazione era dovuta a una limitata disponibilità di dosi vaccinali.
Nel marzo 2021 ci fu un grandissimo caos mediatico a seguito di alcuni casi di trombosi avvenuti in Europa in seguito alla somministrazione di AstraZeneca. In quel momento alcune nazioni come Danimarca e Austria decisero di sospendere temporaneamente la somministrazione del vaccino mentre in Italia, l’AIFA bloccò uno specifico lotto di AstraZeneca, il numero ABV2856.
Il 18 marzo ci fu una riunione straordinaria all’interno dell’EMA che confermò un’associazione fra il vaccino in questione e casi molto rari di tromboembolismi, anche gravi, associati a trombocitopenia cioè bassi livelli di piastrine nel sangue. La maggior parte dei casi erano stati segnalati nelle donne e nei soggetti al di sotto dei 60 anni, pertanto, il CTS raccomandò un uso preferenziale di AstraZeneca nelle persone di età superiore ai 60 anni.
Il 27 maggio l’AIFA ha pubblicato un Documento di approfondimento che rappresenta le conclusioni di un gruppo di esperti in patologie della coagulazione nominato a supporto del CTS e costituisce una guida per tutto il personale sanitario per identificare precocemente possibili eventi trombotici collegati alla vaccinazione con AstraZeneca o Johnson & Johnson.

 

Un cortocircuito mediatico


L’ultimo cortocircuito mediatico è avvenuto per affrontare il problema dei minori di 65 anni che avevano già ricevuto la prima dose di Vaxzevria ed erano in attesa del richiamo: cosa somministrare nella seconda dose? Le indicazioni scientifiche non erano unanimi e le regioni hanno deciso di agire in maniera autonoma e differente tra loro.
«In Italia manca l’educazione scientifica, c’è una carenza dei ricercatori e degli scienziati che non sanno comunicare e utilizzano parole desuete». Così Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, ha messo l’accento su questo evidente problema di comunicazione della scienza.
Probabilmente sarebbe utile investire maggiormente sull’educazione scientifica nelle scuole e incoraggiare gli scienziati ad avvicinarsi al grande pubblico con una comunicazione alla portata di tutti, che non crei ulteriori incertezze e dubbi ma al contrario sia in grado di spiegare la complessità della scienza.

Francesco Caione

Laureatosi alla Triennale in matematica presso l’Università del Salento, attualmente studia per ottenere la Laurea Magistrale (indirizzo didattico) presso l’Università di Bologna. Frequenta il corso Comunicare la scienza 2021 dell’Università di Bari, e ha il sogno di diventare insegnante.

9788822094513   settembre-ottobre 2021

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