Sapere Scienza

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Abbiamo sempre preso abbastanza sole? Lo rivelano i denti

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Siamo appena tornati dalle vacanze e, al mare, in montagna o in giro per le città d’arte, abbiamo tutti beneficiato del caldo sole d’agosto. Non si tratta solamente di mera abbronzatura: la luce solare è necessaria per la sintesi della vitamina D, protagonista nelle reazioni di calcificazione delle ossa, l’impalcatura che sorregge il nostro corpo. La carenza di questa sostanza porta al rachitismo, malattia che, nell’immaginario collettivo, è legata a contesti sociali e ambientali del passato ma ancora oggi presente in percentuali non trascurabili, soprattutto nelle popolazioni di alcune aree geografiche. Come spesso abbiamo raccontato in questo blog, studiare il passato può portare a trovare soluzioni per il futuro. Parte della comprensione della patologia descritta passa questa volta attraverso lo studio di resti archeologici del XVIII – XIX secolo e la lettura di un particolare archivio che registra i cambiamenti che avvengono nella nostra salute e nel nostro stile di vita, ora come allora: i denti.

 

anatomia del dente

 

Anatomia del dente. Fonte: https://allthingsaafs.com/

 


Anomalie nella struttura dei denti, infatti, possono rivelare differenti episodi di carenza di vitamina D nella vita di un individuo al contrario delle ossa. Su queste, infatti, il rachitismo non sempre lascia tracce evidenti, soprattutto se si tratta di quelle degli adulti, che sono andate incontro a un continuo rimodellamento. È questo che ci racconta l’articolo, pubblicato su The Journal of Archeological Science, “The rachitic tooth: A histological examination”. I ricercatori coinvolti hanno analizzato al microscopio ottico e al SEM i denti di uomini, donne e bambini i cui scheletri, con evidenze di rachitismo, erano conservati nei cimiteri di St. Matthew e St. Marie nel Quebec (Canada) e in quello di St. Jacques, in Francia.

 

I denti sono dunque un eccezionale archivio capace di darci indizi sulle condizioni ambientali e sui contesti sociali e culturali in cui gli uomini a cui appartenevano sono vissuti. La loro morfologia, le loro irregolarità sono stati, effettivamente da sempre, strumento fondamentale per archeologi e antropologi.

 

Cos’è il rachitismo? È un disturbo dello sviluppo che influenza soprattutto la formazione dello scheletro, rendendo le ossa morbide e malformate. Questi sintomi possono scomparire agendo sulla causa, ossia l’insufficiente vitamina D, esponendosi al sole e apportando modifiche nella dieta. I ricercatori, attraverso il loro studio, hanno dimostrato che, quando il corpo non sintetizza abbastanza vitamina D grazie alla luce naturale o al cibo, parte dei denti (la dentina) cristallizza in maniera discontinua, mostrando dei veri e propri vuoti nell’osservazione al microscopio. Questo significa che i paleopatologi – coloro i quali studiano le malattie che si riscontrano in reperti antichi- hanno confermato ancora una volta, per un diverso settore d’indagine, l’utilità dell’osservazione della dentatura.

 

 

denti rachitismo

 

Esempi di cristallizzazione anomala della dentina, in ordine crescente di grado. Fonte: D’Ortenzio L., Ribot I., Raguin E., Schattmann A., Bertrand B., Kahlon B., Brickley M., The rachitic tooth: a histological examination, Journal of Archaeological Science, In press, (2016) 1-12

 

A cosa serve studiare una malattia del passato? Purtroppo il rachitismo non è un problema risolto. Un esempio della sua diffusione attuale è la Gran Bretagna. Se in età vittoriana le cause erano legate all’inquinamento scatenato dalla Rivoluzione Industriale, dalla povertà e dai vestiti che coprivano un’elevata superficie del corpo, oggi i casi sono in aumento per via di regimi alimentari poveri di derivati del latte, pesce e carne e per l’insufficiente esposizione al sole dovuta al tempo trascorso dai ragazzi in casa, davanti al computer. Cosa c’è di meglio, quindi, di dati che coprono intervalli di tempo estesi per studiare una patologia che ancora oggi ci affligge? Inoltre, analizzando i denti da latte, sarà possibile capire quanto le abitudini delle donne in gravidanza incidano sulla futura salute del nascituro.

 

Ci auguriamo che tutti voi abbiate potuto fare il carico di vitamina D quest’estate. E quando anche noi saremo reperti archeologici la nostra storia sarà raccontata ai posteri da quelle piccole e preziose perle, ricche di informazioni, che sono i nostri denti.

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   luglio-agosto 2019

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