Sapere Scienza

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Struttura interna di uno dei papiri di Ercolano. Fonte: arxiv.org/abs/1706.09883: Investigating Herculaneum Papyri: An Innovative 3D Approach for the Virtual Unfolding of the Rolls

 

Non siamo nella Chicago anni ’30 della pellicola del 1987 diretta da Brian De Palma ma in Italia, a Ercolano, e gli “intoccabili” sono i papiri ritrovati in una ricca biblioteca distrutta a causa dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Ciò che successe ci è stato raccontato per la prima volta da Plinio Il Giovane ed è poi stato ripreso, secoli dopo, da libri, trasmissioni televisive e progetti di divulgazione per la straordinarietà dell’evento geologico e dei resti giunti sino a noi.


A Pompei ed Ercolano tutto sembra congelato, uomini e donne conservati dalla cenere rovente dell’esplosione del vulcano che li ha cristallizzati nell’attimo che spense per sempre le loro vite. Chissà cosa pensarono i primi tombaroli che iniziarono a scoprire l’esistenza di queste città sepolte? Per non parlare degli archeologi impegnati nel primo scavo sistematico della zona di Ercolano, voluto da Carlo di Borbone, il re di Napoli, nel 1754! In quegli anni fu portata alla luce una grande villa, probabilmente appartenuta al suocero di Giulio Cesare e politico romano, Lucio Calpurnio Pisone Cesonino. Fu chiamata Villa dei papiri in quanto custodiva tra le sue mura una biblioteca di centinaia di papiri.


L’onda gassosa incandescente – parliamo di temperature che potevano aggirarsi intorno ai 320 °C - invase anche questo luogo di cultura il cui tesoro si trasformò in rotoli carbonizzati e deformati. Però il testo poteva essere ancora lì, impresso su quei supporti fortemente compromessi. Forse non tutto era perduto e quei capolavori della letteratura antica potevano ancora essere studiati da storici e filologi.

 

PapiroDiErcolano

 

Uno dei papiri ritrovati nella biblioteca della Villa dei Papiri a Ercolano Fonte: Mocella, V. et al. Revealing letters in rolled Herculaneum papyri by X-ray phase-contrast imaging. Nat. Commun. 6:5895 doi: 10.1038/ncomms6895 (2015)


Con il passare degli anni molti sono stati i tentativi di srotolare i papiri per leggerne il contenuto e molti di queste prove hanno avuto come triste epilogo la distruzione del materiale. Negli ultimi decenni, con l’avvento delle tecniche di imaging uno spiraglio è stato finalmente aperto, anche se l’impresa continua a essere piuttosto ardua. I primi esperimenti svolti con la normale tomografia a raggi X non furono promettenti: la discriminante per ottenere un’immagine leggibile con questo tipo di metodo è la differenza di densità, quasi inesistente tra il papiro carbonizzato e l’inchiostro a base di nerofumo, anch’esso composto di carbone (anche se sembra che alcune tracce di scrittura contengano anche piombo).


Nel 2015, per la prima volta, un nuovo tipo di tomografia a raggi X, quella a contrasto di fase, è riuscita a dare i primi risultati proprio perché, invece che sfruttare la densità dei materiali, si basava sul differente comportamento dei raggi X che attraversavano spessori diversi, quelli del foglio con o senza inchiostro. Dislivelli piccolissimi – non maggiori di 100 micron, unità di misura che corrisponde a 1/1000 di millimetro – hanno così permesso di continuare a scoprire il tesoro nascosto dai rotoli senza distruggerli irrimediabilmente. Il testo rinvenuto, in questo caso, è stato “Sulla libertà di parola” del filosofo greco, epicureo, Filodemo di Gadara, l’autore maggiormente presente nella biblioteca.

 


 

Il video illustra i risultati del lavoro descritto nell'articolo Mocella, V. et al. Revealing letters in rolled Herculaneum papyri by X-ray phase-contrast imaging. Nat. Commun. 6:5895 doi: 10.1038/ncomms6895 (2015)

 

Sarà ora possibile srotolare virtualmente tutti i papiri rimasti? Più facile a dirsi che a farsi, infatti, sono in realtà pochissime le parole ricostruite grazie al sistema sopra descritto. Gli ostacoli da superare sono ancora molteplici: per poter srotolare virtualmente il papiro danneggiato è utilizzato un software che analizza l’immagine risultante dalla tomografia e la sfoglia come se fosse composta da cilindri concentrici regolari. Per avere un’idea di cosa stiamo descrivendo, provate a pensare alla struttura di un porro.

 

Porro

 

Il porro è composto da cilindri concentrici regolari proprio come il modello su cui si basa il software adoperato per sfogliare virtualmente i papiri di Ercolano

 

Come avrete osservato dal video e potete vedere nelle immagini, non è questa la situazione dei papiri: fortemente deformati, con danneggiamenti post eruzione e contaminazioni esterne. I ricercatori, autori di un recente studio, hanno trovato le regioni di papiro che potessero avvicinarsi all’ideale cilindro e le hanno isolate riuscendo ad appiattirle per poterne poi leggere i segni. Purtroppo la stessa struttura del papiro, una sorta di griglia di fibre, era distorta ma proprio questo dato ha aiutato nella modifica e ricostruzione delle lettere presenti: riportando la griglia alla sua regolarità, anche le lettere sono divenute leggibili.

 

PapiriErcolano GrigliaDiFibre

 

Risultato della procedura di appiattimento: a) distorsioni nell’immagine apiattita della porzione di manoscritto; b) fibre incrociate del papiro; c) linee della griglia; d) ulteriore processo di regolarizzazione del foglio per rivelare con più facilità tracce di scrittura. Fonte: arxiv.org/abs/1706.09883: Investigating Herculaneum Papyri: An Innovative 3D Approach for the Virtual Unfolding of the Rolls

 

Come avrete capito il processo è laborioso e non sempre applicabile con successo ma, passo dopo passo, riusciremo a conoscere il contenuto di una biblioteca costruita centinaia di anni fa e leggeremo esempi di letteratura classica e filosofia antica su quei papiri che però continueranno a essere per sempre intoccabili.

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   maggio-giugno 2019

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