Sapere Scienza

Sapere Scienza

Hazard, quando un bene culturale è in pericolo

di 
Hazard, quando un bene culturale è in pericolo www.italiamedievale.it

 

Fonte: www.italiamedievale.it Questa è Craco, un piccolo paese in provincia di Matera, in Basilicata. Luogo di storia, tradizioni e dal quale si può godere di un panorama mozzafiato caratterizzato dai famosi calanchi, è stato evacuato negli anni ‘60 a causa di una frana. Il centro, nonostante il suo valore in termini culturali e paesaggistici, non può essere visitato per il pericolo di crollo delle strutture presenti.

 

“Georischi, li (ri)conosco, mi difendo”, così si intitola la manifestazione che avrà luogo in numerose piazze d’Italia domenica prossima, 6 settembre. Sarà una giornata dedicata alla sensibilizzazione e divulgazione della conoscenza dei rischi geologici di un territorio – quello nazionale – che presenta molteplici problemi legati alla pericolosità e alla prevenzione (basti pensare alle tragedie mostrate dai telegiornali causate dal dissesto idrogeologico o da eventi sismici). Ma il rischio, in inglese hazard, può riguardare anche i monumenti, per i quali è redatta una specifica carta tematica, la Carta del Rischio.

 

La Carta del Rischio è un Sistema Informativo Territoriale (SIT) finalizzato alla tutela del patrimonio culturale. Elaborato dall'Istituto Superiore per la Conservazione –ex Istituto Centrale per il Restauro – è uno strumento di sperimentazione e ricerca sul territorio, per la conoscenza sul rischio di danno dei beni immobili. È un GIS che ci permette di esplorare, sovrapporre ed elaborare informazioni sui potenziali fattori di rischio che investono il nostro patrimonio culturale.

 

Cos’è il rischio e quali sono i fattori che lo determinano? In generale il concetto di hazard descrive la probabilità che si verifichi o che venga superato un certo livello di danno o di perdita in termini economico-sociali in un prefissato intervallo di tempo ed in una data area, a causa di un determinato evento. Il rischio dipende a sua volta dalla vulnerabilità e dalla pericolosità: la prima è la propensione di alcune porzioni dello spazio fisico, sociale ed economico a subire danni in seguito a sollecitazioni di fattori di fenomeni potenzialmente dannosi; la seconda è la probabilità che un fenomeno avvenga in un certo luogo con una certa intensità, in un determinato intervallo di tempo.

 

Per quanto riguarda i beni culturali immobili, si parla di Vulnerabilità Individuale, ossia una funzione che indica il livello di esposizione di un dato bene all'aggressione dei fattori territoriali ambientali e di Pericolosità Territoriale, un’altra funzione che descrive il livello di potenziale aggressività di una data area territoriale, indipendentemente dalla presenza o meno dei beni. La Vulnerabilità dipende da variabili quali lo stato di conservazione della superficie e della struttura del manufatto e dalle dinamiche di uso e sicurezza del bene. La Pericolosità è la componente del rischio che descrive il processo fisico di deterioramento dei beni determinato dalla potenziale aggressione esercitata dal territorio: parliamo dei processi di degrado derivanti dall’inquinamento, dal clima, da fenomeni di natura geologica – ad esempio terremoti, frane, esondazioni, dinamiche litorali, valanghe ed eruzioni vulcaniche - e dalle attività antropiche quali sovrappopolamento, flussi turistici e suscettibilità al furto.

 

Le Carte del Rischio sono un utilissimo strumento non solo per la conservazione del patrimonio culturale ma anche in ambito di pianificazione territoriale, ad esempio se inserite in un Piano Paesaggistico Territoriale.

 

Questa è solo un’altra delle applicazioni dei Geographic Information System! Per saperne di più anche di rischio geologico, cartografia, eventi geologici del passato e strumenti d’indagine e studio, vi consiglio di partecipare all’evento organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi di cui vi ho accennato all’inizio del post. Buon divertimento!

 

 

 

Alessandra Lucivero

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   settembre-ottobre 2019

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.