Sapere Scienza

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In fondo al mar: l'archeologia subacquea

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Area marina protetta di Baia Area marina protetta di Baia www.areamarinaprotettabaia.eu

 

Fonte: www.areamarinaprotettabaia.eu

 

Maschera, pinne, boccaglio e poi via, alla scoperta di fondali inesplorati. Ci si può dedicare a questo nel tempo libero, durante le vacanze, ma può anche diventare un mestiere, un’affascinante professione che coniuga le competenze di chi abitualmente si occupa di mondi sommersi con quelle di coloro i quali studiano il passato. Stiamo parlando di archeologia subacquea.

 

L’archeologia subacquea è un ramo delle indagini archeologiche praticata in contesti umidi, acque marine e fluviali. Oggetto di studio sono relitti, antiche strutture portuali e insediamenti antichi oramai sommersi a causa di fenomeni naturali quali l’innalzamento del livello delle acque - legato, a sua volta, a molteplici cause - o a catastrofi naturali, ad esempio i maremoti.


Un po’ come nell’archeologia terrestre, vi è stata un’evoluzione della disciplina: inizialmente la ricerca si configurava come una vera e propria caccia al tesoro, si cercava il reperto bello e con un elevato valore economico. In seguito, con il passare del tempo, la ricostruzione storica e il rispetto dei siti ritrovati ha sostituito lo sterile approccio antiquario.


Anche in questo caso, scienza e tecnologia hanno migliorato gli strumenti per la ricerca nell’ambito dei beni culturali, basti pensare all’evoluzione dell’attrezzatura da sub: dalla semplice apnea degli urinatores dell’antica Roma - corporazioni di sommozzatori professionisti, addetti al recupero merci di navi colate a picco o alle operazioni portuali - alle prime ipotesi di apparecchi di galleggiamento e respirazione subacquea di Leonardo da Vinci, per arrivare a ecoscandagli, sonar di ultima generazione e robot biomimetici per l’esplorazione marina.


Curiosi? Per avere un assaggio delle meraviglie storico-culturali che l’azzurro manto del Mar Mediterraneo può nascondere, è possibile visitare il Parco archeologico sommerso di Baia, in Campania, un’area marina protetta in cui giacciono i resti di strutture di epoca romana.

 

Questo è l’ultimo post prima di una breve pausa estiva del blog. Tornerò a scrivere di scienza e beni culturali lunedì 24 agosto. A presto e buone vacanze!

 

 

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   maggio-giugno 2019

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