Sapere Scienza

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Intersezioni. La dendrocronologia e il rapimento Lindbergh

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Charles Lindbergh Charles Lindbergh Fonte: www.biography.com

 

Charles Lindbergh Fonte: www.biography.com

 

Era il 1932. In una casa del New Jersey una giovane coppia con il suo bambino di 20 mesi trascorre le ore di una fredda sera di marzo: il bimbo è nella sua culla e il padre sta leggendo nella biblioteca accanto alla camera del figlio. Si sente uno strano rumore. Probabilmente saranno state la madre e la governante in cucina. Purtroppo non sarà così: la governante in tarda serata andrà a controllare il sonno del fanciullo, trovando la culla vuota. È un rapimento, il rapimento più celebre del XX secolo: il caso Lindbergh. Charles Lindbergh, il famoso aviatore che effettuò la prima trasvolata atlantica in solitario e senza scalo, e sua moglie, Anne Morrow, furono i protagonisti di questa tragedia. Gli indizi sui quali lavorare erano pochi: una lettera dei rapitori e i resti della scala in legno che era servita per raggiungere la finestra della camera di Charles August Lindbergh Jr. L’argomento vi sembra off topic per questo blog? Non è così, perché molto spesso le indagini diagnostiche e le metodologie utilizzate per i beni culturali si intersecano con altri mondi. In questo caso con le scienze forensi. Il nostro trait d’union in questo post sarà la dendrocronologia.

 

La dendrocronologia si occupa dello studio dell’accrescimento degli alberi nel tempo e dei fattori che lo influenzano direttamente e indirettamente. Sono analizzate la struttura, la forma, le caratteristiche fisiche, chimiche, la densità e le dimensioni degli anelli d’accrescimento visibili nella sezione trasversale del tronco. Generalmente un albero sviluppa ogni anno un anello, costituito da legno primaticcio (primaverile) e tardivo (invernale). Gli anelli annuali, espressione dell’attività della pianta, sono esaminati e le loro dimensioni sono tradotte in grafici definiti curve dendrocronologiche. È dal confronto tra queste curve che è possibile capire se un manufatto in legno è stato costruito con lo stesso materiale di un altro o è proveniente da una pianta diversa (sempre della stessa specie e del medesimo areale) cresciuta, però, nello stesso intervallo temporale. Le datazioni vere e proprie effettuate con questo metodo ci permettono di conoscere l’età di oggetti prodotti con legnami anche di 10.000 anni fa. Tra i casi di studio non possiamo non nominare la datazione e autenticazione degli Stradivari, i mitici violini costruiti dall’omonimo liutaio cremonese vissuto tra il XVII ed il XVIII secolo in Italia.

dendrocronologia

 

Nella sezione trasversale di un albero è possibile riconoscere i numerosi anelli di accrescimento sviluppatisi annualmente, costituiti da legno primaticcio (primaverile) e tardivo (invernale). Gli anelli annuali sono adoperati per la costruzione di curve dendrocronologiche. Avendo a disposizione sequenze lette su manufatti lignei dei secoli passati e su tronchi di cui si possiede datazione certa, provenienti da piante via via più antiche, è possibile confrontare la curva di un manufatto ligneo di età sconosciuta – in questo esempio un violino – con le curve standard e ottenere, attraverso il confronto e la sovrapposizione delle curve, una datazione. Immagine e didascalia tratte da In viaggio sulla linea del Tempo: le datazioni pubblicato http://informa.airicerca.org/2015/06/03/viaggio-linea-tempo-datazioni/

 

Cosa successe ai Lindbergh? Riuscirono a riabbracciare l’adorato figlio? Purtroppo no e le indagini si protrassero per due anni. Dapprima si cercarono i rapitori poi, dopo due mesi, con il ritrovamento del corpo del piccolo, fu caccia agli assassini. Il tracciamento del riscatto pagato permise di catturare il colpevole, Bruno Richard Hauptmann, e il legno della scala utilizzata per il rapimento ad incastrarlo, naturalmente insieme ad altre prove circostanziali. Infatti, grazie allo studio degli anelli di accrescimento, fu identificato il tipo di legno adoperato per costruire la scala, legno che in seguito fu confrontato con quello della pavimentazione della soffitta della casa di Hauptmann. Era lo stesso, proveniente dallo stesso tronco e lavorato proprio con gli strumenti posseduti dall’accusato. Il verdetto: colpevole di omicidio. La sentenza: pena capitale.

 

 

 

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   maggio-giugno 2019

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