Sapere Scienza

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It’s a man’s man’s man’s world. Forse no

di 

 

James Brown Fonte: Heinrich Klaffs - originally posted to Flickr as James Brown Live 1702730029, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12311816 modif.


This is a man’s world, but it wouldn’t be nothing, nothing without a woman or a girl. Questo è un mondo dell’uomo ma non sarebbe niente senza una donna o una ragazza. Cantava così James Brown nel 1966. Ho pensato subito a questa canzone leggendo della scoperta di una sepoltura che rivelerebbe l’esistenza di una dinastia di donne nel sito di Pueblo Bonito, nel Chaco Canyon, in New Mexico. Il matriarcato in epoca preistorica è una questione molto dibattuta e, non esistendo fonti scritte, sono gli archeologi insieme agli scienziati a dover ricostruire i fatti con il loro lavoro certosino su luoghi e oggetti, proprio come si fa con una scena del crimine.

 

Chaco Canyon Paesaggio


Uno dei paesaggi del Chaco Canyon National Historical Park Fonte: National Park Service (United States) - Chaco Canyon National Historical Park: Photo Gallery, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1536672

 


Quali sono le prove nelle mani degli studiosi? Il sito di Chaco Canyon è sotto indagine dal 1896 e, mentre gli archeologi sono riusciti a descrivere quello che doveva essere l’aspetto dell’insediamento, con i suoi oggetti e le sue mura, poco è stato compreso della struttura sociale. In questo centro culturale sicuramente occupato tra l’880 e il 1130 d.C., in quella che è denominata la Stanza 33, sono stati ritrovati 14 corpi insieme a numerosi oggetti di culto quali conchiglie e frammenti di turchese. Due dei corpi erano seppelliti al di sotto di una pavimentazione in legno con numerosissimi beni, segnale di un trattamento speciale riservato a un’élite.

 

Oggetti ritrovati nella sepoltura di Pueblo Bonito


Corredo funebre ritrovato negli scavi di Pueblo Bonito, New Mexico Fonte: http://www.amnh.org/about-the-museum/press-center/ancient-pueblos-traced-descent-through-moms

 


Radiocarbonio per risalire al periodo in cui sono vissute le persone ritrovate nella sepoltura, antropologia e archeogenomica per comprenderne il sesso e il grado di parentela. Queste sono state le chiavi per aprire la porta che ci separa dalla conoscenza della storia di una delle più complesse società preistoriche del sud-ovest degli Stati Uniti. L’analisi del DNA ha mostrato che esistono relazioni di parentela piuttosto strette tra gli individui presenti nella sepoltura: ci sono una madre e una figlia e una nonna e suo nipote.

 

Diagramma dellipotetica dinastia matriarcale di Chaco Canyon

 


Nel diagramma sono illustrate le relazioni di parentela ricavate per due paia di individui sepolti nella Stanza 33. I membri e discendenti della linea femminile sono segnalati in colore rosso. Le relazioni lineari (madre-figlia e madre-figlio) e quelle tra fratelli sono di primo grado. Il singolo asterisco blu indica il legame nonna-nipote tra i crani 8 e 10 e il doppio asterisco blu quello madre-figlia tra i crani 1 e 7. Fonte: Kennett, D. J. et al. Archaeogenomic evidence reveals prehistoric matrilineal dynasty. Nat. Commun. 8, 14115 doi: 10.1038/ncomms14115 (2017)

 


Dal punto di vista etnografico, i sistemi matriarcali sono presenti in tutte le civiltà occidentali di Pueblo e anche tra i Keresans, popolo del Rio Grande, sempre in New Mexico . Le caratteristiche delle società dei moderni nativi americani potrebbero avvalorare la teoria per cui le donne, nella preistoria di alcune civiltà, abbiano detenuto ruoli di potere che passavano di madre in figlio. Alcuni studiosi ci chiedono, però, di essere cauti nelle affermazioni. Gli straordinari ritrovamenti sudamericani raccontano sicuramente la storia di secoli in cui le donne avrebbero occupato un ruolo importante in un sistema sociale articolato ma non ci assicurano che detenessero la leadership assoluta.

 


Quindi il nostro è sempre stato un man’s man’s mans’ world? Forse no.

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   luglio-agosto 2017

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