Sapere Scienza

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La ragazza sotto i riflettori

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Come si può analizzare un dipinto straordinariamente famoso e importante senza che il pubblico del museo e, soprattutto le sue casse, ne risentano? Un’ottima risposta a questo quesito è stata data dai curatori del Mauritshuis, a L’Aia, in Olanda, lasciando sotto i riflettori La ragazza con l’orecchino di perla nel bel mezzo di un’approfondita campagna diagnostica.

 

La ragazza col turbante (o La ragazza con l’orecchino di perla) è una delle opere più famose di Jan Vermeer (o Johannes van der Meer), artista del Seicento olandese. Il ritratto è divenuto incredibilmente famoso - e, quindi, molto visitato - in seguito al successo del romanzo di Tracy Chevalier e dal film da esso tratto, in cui Colin Firth e Scarlett Johansson hanno vestito i panni, rispettivamente, del grande pittore e del soggetto della sua tela. Tanti sono stati i curiosi che, attratti dal romanticismo della storia narrata, si sono recati presso il museo Mauritshuis, in cui è conservata l’opera, per ammirare questa misteriosa fanciulla del nord.

 

 

Nonostante La ragazza con l’orecchino di perla non avesse bisogno di un restauro, il museo ha deciso di sottoporla a indagini non-invasive con tecnologie avanzate per raccogliere maggiori indizi su come Vermeer l’abbia realizzata e sui materiali adoperati per farlo. La ricerca è stata svolta dal 26 febbraio all’11 marzo 2018, sotto gli occhi dei visitatori: il Mauritshuis ha costruito uno studio dalle pareti trasparenti nella Golden Room e gli scienziati all’opera hanno spiegato al pubblico quali analisi stessero eseguendo, con l’ausilio di video e aggiornamenti quotidiani.

 

Allo spettacolo della scienza si è aggiunto un ricco blog dedicato all’evento: Girl with a Blog – by paintings conservator Abbie Vandivere è uno spazio informale ma incredibilmente informativo in cui la conservatrice di dipinti del museo, Abbie Vandivere, ha raccontato i giorni delle analisi diagnostiche, parlandoci della preparazione dello studio trasparente, del campionamento ma anche della storia dell’arte e dei materiali legati a questo olio su tela.

 

 

Non è finita qui: nelle due settimane di lavori, il dipinto non è stato sempre visibile ma una riproduzione 3D, realizzata dalla Ocè, ha permesso di ammirarne e fotografarne anche i rilievi prodotti dalle pennellate presenti sull’originale.

 

Il progetto di ricerca è stato un’iniziativa del museo Mauritshuis che ha coinvolto specialisti internazionali insieme al Netherlands Institute for Conservation, Art and Science (NICAS), Rijksmuseum, Delft University of Technology (TU Delft) e il Cultural Heritage Agency of the Netherlands (RCE). Ora i campionamenti e le analisi sono terminati, l’opera è nuovamente al suo posto ma il lavoro di elaborazione dei dati raccolti è ancora in atto. Per svelare il mistero di questa bella ragazza olandese e del pittore che la immortalò, vi consiglio di consultare le pagine del blog in cui troverete foto e documenti accessibili anche a un pubblico a digiuno di storia dell’arte e tecniche diagnostiche applicate ai beni culturali.

 

Questa volta le indagini scientifiche sono diventate esse stesse opere d’arte, promuovendo la cultura del restauro e permettendo di far comprendere a tutti il ruolo della scienza e l’importanza della sua applicazione finalizzata alla conservazione del patrimonio storico-artistico e archeologico di tutto il mondo.

 

La ragazza col turbante. Dettaglio. Credits: Johannes Vermeer [Public domain], via Wikimedia Commons

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   luglio-agosto 2018

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