Sapere Scienza

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Leggere un libro senza toccarlo

10 Ottobre 2016 di 

 

Fonte: commons.wikimedia.org

 


Judging a book through its cover. Giudicare un libro dalla copertina. È questo il titolo di una delle notizie pubblicate nella sezione news del sito del MIT, il Massachussets Institute of Technology, centro di eccellenza nel campo delle scienze e della tecnologia con sede a Cambridge, negli Stati Uniti. A cosa può essere riferita questa frase? Cosa ci vogliono dire gli scienziati? Come il poter “giudicare il libro dalla copertina” può influenzare il mondo della conservazione e del restauro dei beni culturali?

 


Il detto popolare citato ci apre una porta sulle nuove possibilità di analisi di manoscritti: esistono testi antichi così fragili da richiedere, per poterli conservare e tramandare ai posteri, di essere toccati il meno possibile. A volte è preferibile addirittura evitare di consultarli, lasciandoli chiusi in apposite teche dall’atmosfera e illuminazione controllata, intonsi e nascosti al mondo della Conoscenza che li reclama a gran voce. I ricercatori del MIT Media Lab stanno cercando un modo per leggere questi libri senza neanche sfiorarli.

 


 


Video del MIT Media Lab che spiega in cosa consiste la ricerca che permetterà di leggere antichi manoscritti senza sfogliarne le pagine

 


Nell’articolo pubblicato su Nature communications gli studiosi parlano dei primi esperimenti per mettere a punto un sistema che possa permettere di leggere libri senza sfogliarli. La tecnica alla base di questi lavori è una spettroscopia che adopera i terahertz, radiazioni aventi frequenza comprese tra le microonde e gli infrarossi. I terahertz sono in grado di “vedere” difetti nella struttura di oggetti di legno, componenti in plastica, rivestimenti di prodotti farmaceutici e beni culturali. I vantaggi rispetto alle metodologie basate sugli infrarossi, sulla tomografia e sui raggi X risiedono nella maggiore risoluzione delle immagini e nella capacità di distinguere in maniera efficace l’inchiostro rispetto alla pagina bianca. La radiazione adoperata, infatti, è assorbita differentemente da materiali chimicamente diversi.

 


Quali sono stati i risultati dell’esperimento? Grazie alla scansione di un libro chiuso e a un algoritmo d’interpretazione dei caratteri – ebbene sì, un tipo di programma simile a quelli che possono leggere i captchasi è riusciti a vedere le singole lettere stampate su nove pagine in carta aventi una distanza tra loro di 20 micrometri (meno dello spessore di un capello).

 


Questo è solo l’inizio. Tantissimi manoscritti antichi nascosti nei musei per evitare che si distruggano portando con sé il prezioso contenuto delle loro pagine potranno finalmente essere svelati al grande pubblico e ai singoli esperti. Presto potremo veramente “giudicare” un libro dalla copertina.

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

9788822094445   luglio-agosto 2020

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