Sapere Scienza

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Nuovi misteri d’Egitto: la tomba di Tutankhamon e le due camere segrete

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La via di accesso alla tomba di Tutankhamon (General Photographic Agency/Getty Images) Fonte: www.ilpost.it

 


Caldo, polvere e trepidazione. Ieri come oggi. Nel 1922, quando l’archeologo inglese Howard Carter scoprì la tomba di Tutankhamon, e pochi mesi fa, nel momento in cui un gruppo di ricercatori provenienti da tutto il mondo ha raccolto abbastanza indizi per confermare la presenza di altre due camere nascoste nel sepolcro del faraone. Un nuovo mistero da risolvere con gli strumenti a disposizione degli archeologi del XXI secolo.

 


Da cosa è scaturito il sospetto che ci fossero altre stanze in un luogo in cui, per decenni, si sono succeduti studiosi di ogni genere? Tutto è iniziato con le analisi svolte per la costruzione di una copia della tomba di Tutankhamon, a Luxor, per proteggere l’originale dai processi di degrado in atto già ai tempi dell’apertura. La Factum Arte - un gruppo di artisti, tecnici e conservatori spagnoli che si dedica alla produzione di facsimili di opere d’arte per fini conservativi - ha eseguito una scansione con un laser ad alta risoluzione la sepoltura per poi passare alla sua riproduzione. Nicholas Reeves, egittologo, osservando le immagini ricavate, ha notato che sulle pareti a nord e ovest della camera c’erano una serie di solchi verticali che sembravano corrispondere a linee di separazione tra muri e porte. Tenendo presenti anche precedenti indizi, un’ipotesi ha cominciato a prendere piede.

 

laser scanner


Il laser scanner Seti mentre registra le decorazioni della parete est della camera Fonte: www.factumfoundation.org

 

Facciamo un piccolo passo indietro. L’impresa di Carter e lo stupefacente tesoro conservato all’interno della tomba resero Tutankhamon una celebrità. Cosa si sa della vita di questo faraone? Chi era prima che la morte lo confinasse nella pregevole maschera d’oro che troneggia nelle pagine dei testi di storia dell’arte? Tutankhamon ha governato l’Egitto per un decennio, dal 1332 al 1322 a. C., prima di morire a soli 19 anni. Sono molti gli enigmi legati alla sua esistenza, tasselli necessari per ricostruire la storia della grande civiltà del Nilo. Quali fossero i suoi genitori, chi avesse detenuto il potere prima e dopo di lui e altri interrogativi riguardanti la costruzione della sua tomba potrebbero aprire scenari solo supponibili. Uno di questi potrebbe mostrarci Nefertiti, la madre – o matrigna – di Tutankhamon, a capo del popolo egizio.

 


Reeves e altri suoi colleghi credono che, dietro quelle mura decorate, si nasconda proprio la sepoltura di Nefertiti. Le prime analisi sono state svolte da Hirokatsu Watanabe, specialista di georadar. Questa tecnica, di cui parleremo nel prossimo post, si basa sulla risposta data da differenti materiali quando colpiti da onde elettromagnetiche di una determinata frequenza. Nel nostro caso sembra che i primi accertamenti abbiano confermato la presenza di due stanze contenenti materiali organici e metallici. In realtà questo è solo l’inizio: alcuni geofisici hanno espresso le proprie perplessità riguardo i risultati e hanno suggerito ulteriori analisi che possano confermare i dati raccolti.

 

pianta


Pianta della tomba di Tutankhamon. Fotografie del Ministero delle Antichità Egizie. Fonte: www.theguardian.com

 


Per conoscere cosa si nasconde nella tomba di Tutankhamon dovremo aspettare ancora un po’. Le indagini potranno proseguire solo dopo il seminario internazionale dedicato al faraone che sta avendo luogo proprio in questi giorni, nel Grand Egyptian Museum di Giza. Questa sarà l’occasione di confronto per tutti i ricercatori che potranno, così, pianificare correttamente i prossimi passi da compiere. Non ci resta che chiederci se rimarranno con un pugno di mosche o saranno scarabei-amuleti ad accoglierli alle porte di un esaltante ritrovamento.

 

Aggiornamento del 14 maggio 2018: Mostafa Waziry, Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, domenica 6 maggio 2018, durante la Quarta Conferenza Internazionale su Tutankhamon che ha avuto luogo presso il Grand Egyptian Museum (GEM) di Giza, ha ufficializzato i risultati della terza scansione con georadar, guidata dal Politecnico di Torino, nella camera funeraria del faraone. I primi due tentativi di individuare con il radar camere o passaggi nascosti non avevano prodotto dati soddisfacenti, mentre la terza e ultima analisi, condotta a febbraio dal gruppo di ricerca italiano diretto da Franco Porcelli del Politecnico di Torino - con il supporto della National Geographic Society - è considerata la più completa e attendibile. I risultati escludono la presenza di camere nascoste adiacenti alla tomba di Tutankhamon.

 

Alessandra Lucivero

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   settembre-ottobre 2019

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