Sapere Scienza

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Ospiti da Colorability: si parla del colorimetro e della misura del colore

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Fonte: Dale Purves and R. Beau Lotto 2002

 

Concludo il nostro viaggio nel mondo dei pigmenti e del colore ospitando il post di un'amica e collega: Concetta Lapomarda, autrice e curatrice del blog Colorability, dedicato a tutti i molteplici aspetti che li riguardano. Lei ci parlerà dell'utilizzo del colorimetro. Buona lettura!

 

Di che colore sono i quadrati in primo piano? Di due colori diversi, vero? Uno è grigio scuro e uno grigio chiaro.
Ora coprite con il dito la linea che li separa. Sempre della stessa idea?
In realtà le due figure sono dello stesso colore: siamo caduti nel tranello dell’illusione ottica.
Il contesto e la vicinanza di più colori giocano un ruolo fondamentale nella percezione; per esempio, il blu e il giallo ci sembrano molto intensi quando li abbiniamo perché sono colori complementari.
Come se non bastasse, la sensazione del colore è soggettiva. Tante volte ci capita di non essere d’accordo sul colore di un vestito ("Sicura sia nero? A me sembra blu scuro..."); quando si parla di sfumature poi, ognuno le interpreta in modo personale. Viviamo in un mondo davvero colorato.

 

Gli occhi possono perdersi nel labirinto delle sfumature o darci la sensazione di un colore invece di un altro a seconda dell'illuminazione e dell'ambiente di osservazione. Come fare per indicare proprio il colore di cui abbiamo bisogno? In nostro soccorso arriva il colorimetro. Come suggerisce il nome, composto dai termini colore e metro, questo strumento ci aiuta a misurare il colore e a definirlo in modo oggettivo e univoco.
La sua sensibilità è molto simile a quella dei nostri occhi, ma permette di ottenere una misura precisa e universalmente accettata perché usa la stessa illuminazione nelle diverse situazioni e traduce il colore in valori numerici.

 

Nel settore dei beni culturali il colore ha un ruolo fondamentale: usare il rosso carminio invece dello scarlatto nel restauro di un’opera d’arte fa sicuramente la differenza nel risultato finale. Sempre nel restauro, ci aiuta a riconoscere i diversi materiali e a monitorare variazioni cromatiche per valutare lo stato di conservazione delle opere.

 

Prendiamo una mela. Ci sembra rossa perché riflette la luce con una lunghezza d'onda specifica, compresa fra 630 e 760 nanometri (nm). Come percepiamo i colori? Grazie alla luce e ai coni, circa sette milioni di cellule specializzate che abbiamo sulla retina. Divisi in tre gruppi e sensibili al rosso, al verde e al blu, si attivano quando sono colpiti da radiazioni ben precise (i coni rossi da lunghezze d'onda comprese fra 630 e 760 nm, i coni verdi dall'intervallo di 490 e 570 nm, quelli blu dal range 420 - 475 nm).

 

colorimetro

 

Fonte: www.konicaminolta.eu . Esempio di colorimetro

 

Il colorimetro usa tre diversi sensori proprio come i nostri occhi con i tre tipi di coni.
Dopo averlo posizionato sulla superficie interessata, lo azioniamo: la radiazione luminosa colpisce il punto con il colore da definire e viene riflessa in direzione dei sensori. Da qui si generano tre valori numerici (XYZ), detti valori tristimolo, associati alla componente rossa, verde e blu del colore percepito. Usiamo la terna XYZ quando lavoriamo sul modello Yxy, ma ne esistono altri a seconda delle esigenze.

 

misura mela

 

Fonte: www.konicaminolta.eu Misura del colore di una mela adoperando un colorimetro

 

Il colorimetro ci aiuta anche in questo caso e ci permette di scegliere il modello di riferimento visualizzando i valori numerici associati.
Uno degli spazi di colore più usati è il CIELAB, o CIE L*a*b, dove L indica la luminosità mentre a e b le due coordinate di cromaticità. Molto simile a questo, è il modello Hunter Lab che viene applicato nel settore delle vernici, mentre con la notazione di Munsell abbiamo la combinazione HVC (H indica la tinta, V la luminosità e C la saturazione).

 

misura

 

Fonte: www.konicaminolta.eu. Esempi di misure di colore in disfferenti modelli di riferimento

 

Il colorimetro sfrutta il nostro stesso meccanismo di percezione del colore, potenziandolo; affianca i nostri occhi nelle situazioni cromatiche più difficili e trova applicazione in diversi settori, da quello industriale a quello del restauro dei beni culturali. È un prezioso alleato, non trovate?

 

 

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   maggio-giugno 2019

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