Sapere Scienza

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Passiamo alla scena del crimine: la geoarcheologia e lo studio del territorio nel passato

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Fonte: J. Kelley, SoilScience.info

 

Nel post riguardante la notazione di Munsell ho accennato allo studio dei suoli archeologici. Fino ad ora ci siamo soprattutto mossi nell’ambito della caratterizzazione dei materiali legati ai beni culturali e al restauro. Esiste anche un approccio diverso da quello che è chiamato archeometria – dall’Enciclopedia Treccani “ambito di studi interdisciplinare che indaga i dati materiali del passato alla luce degli strumenti e dei metodi propri delle discipline scientifiche” - ed è la geoarcheologia.

 

La geoarcheologia è l’ambito di studi che applica concetti e metodi tipici delle geoscienze alla ricerca archeologica. Utilizza tecniche prese in prestito dalla geomorfologia, sedimentologia, pedologia, stratigrafia e geocronologia, per investigare e interpretare sedimenti, suoli e forme del paesaggio nei siti archeologici. Non manca l’utilizzo della cartografia e , quindi, dei Geographic Information Systems.

 

Già parlando del matrix avevamo accennato al legame tra archeologia e scienze della Terra: anche l’archeologo, come lo stratigrafo, osserva, descrive, analizza e interpreta gli strati come contenitori di eventi, configurazioni e processi nella storia del nostro Pianeta. Nel nostro caso, però, è posta una particolare attenzione al rapporto tra processi naturali e antropici – ossia causati dall’azione dell’Uomo - che hanno determinato la successione degli strati presenti, per riconoscere le condizioni storiche e paleoambientali che hanno portato alla loro formazione.

 

Volendo paragonare la ricerca scientifica a un’indagine di polizia, mentre l’archeometria si interessa dell’arma del delitto, la geoarcheologia si occupa dell’intera scena del crimine. Naturalmente gli indizi che si cercano sono da ricollegare all’azione degli esseri umani sul contesto naturale in cui si sono trovati a interagire.

 

Come procede un geoarcheologo su campo? Quali sono gli strumenti a disposizione dei ricercatori per capire la storia dell’occupazione di un territorio? Lo scopriremo nei prossimi post.

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   luglio-agosto 2019

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