Sapere Scienza

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In questa rubrica parliamo quasi sempre del patrimonio culturale e della sua conservazione. Purtroppo, in alcune regioni del mondo, non è il Tempo il più grande nemico dei resti delle civiltà passate.


Beni culturali e paesaggistici medio-orientali e nord africani devono difendersi da numerose minacce: le guerre con i conseguenti bombardamenti, il riutilizzo di antichi edifici e il vergognoso vandalismo o il saccheggio di tesori antichi. Poi ci sono rischi legati allo sviluppo agricolo incontrollato, la costruzione di oleodotti, dighe, l’eccessiva urbanizzazione, lo sfruttamento di miniere, fino ad arrivare ai naturali processi di erosione legati al clima di quelle aree.

 

Grande Moschea di Aleppo prima e dopo il bombardamento


Immagini satellitari della Grande Moschea di Aleppo prima e dopo l’esplosione del 2013 che ne ha distrutto il minareto. Fonti: http://eamena.arch.ox.ac.uk/impact-risks/explosives/ e https://www.aaas.org/page/ancient-history-modern-destruction-assessing-current-status-syria-s-world-heritage-sites-using


Cosa si può fare in questi casi? Il quadro geopolitico di Medio Oriente e Nord Africa è molto complesso e spesso non è possibile arrivare a soluzioni di fatto come, ad esempio, la protezione fisica vera e propria delle strutture da salvaguardare. Si possono, però, mappare i siti d’interesse, compilare delle schede che ne descrivano caratteristiche e storia, complete di dati scientifici e archeologici raccolti sul campo. Se ne può conservare la memoria sperando che questa documentazione non divenga tutto ciò che ci resta di un tesoro ricchissimo di reperti capaci di raccontarci la storia della culla della civiltà.

 

 

Video di presentazione del progetto EAMENA – Endangered Archaeology in the Middle East & North Africa

 

Le università di Oxford, Leicester e Durham, con il supporto dell’Arcadia Fund stanno realizzando dal 2015 EAMENA - Endangered Archaeology in the Middle East & North Africa (Archeologia in pericolo nel Medio Oriente e Nord Africa), un progetto che prevede la raccolta di immagini da satellite per collezionare in maniera rapida e rendere disponibili informazione sui siti archeologici e beni paesaggistici minacciati. Tutti i dati, comprese fotografie aeree e analisi su campo, sono state e saranno introdotte in un database georeferenziato provvisto anche del livello di rischio per ciascuna struttura e le correlazione con altri siti.

 

EAMENA Screenshot

 

Screenshot mappa EAMENA Fonte: http://eamena.arch.ox.ac.uk/

 

Sul sito web è inoltre possibile conoscere in maniera approfondita ciò che mette in pericolo i beni culturali delle zone d’interesse e alcuni particolari casi di studio. Come ha affermato il direttore del progetto, Robert Bewley della Scuola di Archeologia dell’Università di Oxford: “Non tutti i danni e le minacce verso l’archeologia possono essere prevenuti ma possono essere mitigati grazie alla condivisione di informazioni e alle competenze degli specialisti”.

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   maggio-giugno 2019

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