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Quando le ceramiche rivelano antichi social network

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I social network non sono una novità assoluta nella storia dell'uomo. O, perlomeno, non lo è l'idea di rete sociale basata sulla comunicazione e sullo scambio culturale. È quello che ci racconta uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences: proprio come noi abbiamo i nostri "amici" su piattaforme come Facebook, le società del Nord America risalenti a un periodo compreso tra 1200 e 350 anni fa potevano contare su proprie reti di condivisione di informazioni. Tendenze artistiche e tecnologie che è stato possibile analizzare attraverso frammenti di ceramica.

 

La ricerca ha adoperato una sofisticata analisi delle reti sociali per disegnare una vera e propria mappa delle connessioni socio-politiche che hanno aiutato amici e famiglie a unirsi in dozzine di villaggi di nativi americani prima dell'arrivo degli esploratori europei. Come ottenere la mole di dati necessaria a un'elaborazione così complessa su un passato tanto lontano? Non byte immagazzinati ma frammenti di ceramica sono stati la chiave per questa indagine sociologica: un database che includeva 276.626 reperti provenienti da 43 siti lungo il Tennessee orientale e 88.705 cocci raccolti in 41 scavi nel nord della Georgia. Tutta ceramica prodotta tra l'800 e il 1650 d.C., un periodo storico in cui c'è stata la graduale ascesa e il successivo declino di potenti tribù che controllavano ampie reti di villaggi dell'area. Tribù ancora presenti quando Hernando de Soto, esploratore spagnolo e uno dei primi europei a visitare la regione, giunse in America nel 1540.

 

Come è possibile capire il legame tra persone e la sua influenza socio-politica da pezzi di argilla cotta? L'analisi ha fornito una mappa cronologica basata sulle tecniche ceramiche, su come queste fossero un segnale di connessioni tra le comunità. Questo è stato possibile concentrandosi sui cambiamenti dovuti all'evoluzione delle tecnologie in ambito fittile, ossia esaminando i metodi usati per temperare e rinforzare i corpi ceramici e i simboli che li decoravano.

 

Ceramiche SocialNetwork

 

Esempi di tipologie di ceramiche prodotte dalle popolazioni che vivevano lungo la regione meridionale degli Appalachi tra l'800 e il 1650 d.C. Le decorazioni presenti, insieme alle caratteristiche specifiche di lavorazione, sono state usate per ricostruire le reti sociali che univano le comunità che occupavano la regione. Credits: Jacob Lulewicz

 

I risultati mostrano che le élite al comando hanno preso il proprio potere dalle reti sociali create dalle masse. La comparsa di potenti tribù native americane e la leadership centralizzata, i complessi movimenti religiosi e l'inuguaglianza istituzionalizzata che esse hanno portato, sono state costruite su fondamenta che già appartenevano alle più ampie e preesistenti social network intrecciate dalla gente comune, sistemi che hanno dimostrato di essere più stabili e duraturi di qualsiasi interazione imposta dall'alto.

 

Jacob Lulewicz, archeologo del Department of Anthropology in Arts & Sciences della Washington University di St. Louis e autore dell'articolo dedicato a questa ricerca, ha spiegato quanto queste reti di comunicazione fossero una costante sociale per le popolazioni oggetto di studio e permettessero alla loro cultura di perdurare nel corso di migliaia di anni, attraversando anche trasformazioni rilevanti che avrebbero potuto portare a epiloghi catastrofici. Come sempre il passato ci aiuta a leggere con più attenzione il presente: le nostre connessioni, ancora oggi, continuano a essere un valido strumento sociale se pensiamo al ruolo dei social media nelle attuali forme di rivoluzione e a come gli Stati cerchino di monitorare e controllare questi legami virtuali.

 

Certo, la velocità degli scambi, la cultura che sottende le nostre civiltà, tutta la storia che ci portiamo sulle spalle, sono diverse rispetto alla condizione dei nativi americani vissuti secoli fa, ma questo nuovo punto di vista può darci una mano a capire che ciò che accade oggi si basa spesso su vecchie logiche attuate con nuovi mezzi.

Alessia Colaianni

Giornalista pubblicista, si è laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali e ha un dottorato in Geomorfologia e Dinamica Ambientale. Divulga in tutte le forme possibili e, quando può, insegna.

copertina   settembre-ottobre 2019

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