Sapere Scienza

Sapere Scienza

RUBRICA - Scienza e beni culturali

Non è la prima volta che parliamo di Stonehenge, il sito inglese in cui è conservata una delle più famose e misteriose strutture megalitiche della Preistoria. Come avevamo già accennato e forse già sapete, sono stati numerosi gli approcci degli scienziati per comprenderne le modalità di costruzione e le finalità di utilizzo. E se cercassimo di battere un sentiero ancora inesplorato, cambiando punto di vista? Anzi, affidandoci proprio all’udito?

C’era una volta un ricco commerciante tedesco di nome Heinrich Schliemann. Da sempre Heinrich era affascinato dai racconti narrati nell’Iliade e, un bel giorno, accumulate abbastanza risorse per uno scavo archeologico, partì per la Troade, in Asia Minore, e, testo di Omero alla mano, nel 1871 riuscì a portare alla luce la mitica città di Troia. Questa è la versione sintetica e quasi fiabesca di uno dei più grandi ritrovamenti nella storia dell’archeologia. Esistono altri testi da cui gli studiosi stanno cercando di ricavare informazioni che possano portare alla ricostruzione di epoche molto lontane. Uno di questi è proprio la Bibbia.

“Father and son” è il titolo di una canzone del 1970, scritta e interpretata dall’inglese Cat Stevens. Il testo riporta un dialogo tra padre e figlio, una rappresentazione dello scontro generazionale intrisa di amore e incomprensione. Potremmo dire che questo è lo stesso fil rouge del primo video gioco prodotto e distribuito nel mondo da un museo di arte antica, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che – forse per caso – porta lo stesso nome del famoso brano.

Chi di noi non ha mai dovuto traslocare? Potremmo dire che è sicuramente un’esperienza faticosa e stressante: conservare nelle scatole mobili e oggetti, rendere sicuro il trasporto, non smarrire nessun pezzo, riposizionare tutto in un nuovo spazio che ancora non si conosce dal punto di vista degli ingombri e dell’illuminazione.

Oggi la rubrica Scienza e Beni culturali è onorata di accogliere un’ospite internazionale. Lei è Katie McKissick ma molti di voi la conoscono come Beatrice The Biologist. Le sue divertenti e colorate vignette divulgative – che sicuramente avrete apprezzato e condiviso soprattutto sui social network- riescono ad avvicinare i lettori a tematiche scientifiche in maniera fresca e leggera.

This is a man’s world, but it wouldn’t be nothing, nothing without a woman or a girl. Questo è un mondo dell’uomo ma non sarebbe niente senza una donna o una ragazza. Cantava così James Brown nel 1966. Ho pensato subito a questa canzone leggendo della scoperta di una sepoltura che rivelerebbe l’esistenza di una dinastia di donne nel sito di Pueblo Bonito, nel Chaco Canyon, in New Mexico. Il matriarcato in epoca preistorica è una questione molto dibattuta e, non esistendo fonti scritte, sono gli archeologi insieme agli scienziati a dover ricostruire i fatti con il loro lavoro certosino su luoghi e oggetti, proprio come si fa con una scena del crimine.

Questa settimana ho preso in prestito il titolo di un celebre film sui mutanti protagonisti dei fumetti della Marvel Comics, gli X-Men, per parlarvi di come l’archeologia possa aiutarci a cercare soluzioni per i tempi che verranno. Gli scavi, i resti umani, lo studio sistematico di dati ricavati da documenti antichi, possono essere i pezzi di un puzzle in grado di mostrarci gli errori da non commettere nuovamente e di suggerirci nuove soluzioni per la nostra sopravvivenza. La sopravvivenza della specie umana in un mondo sempre più urbanizzato, in un Antropocene – l’attuale era geologica, dominata dall’azione dell’Uomo sulla Natura - che ha modificato gli equilibri del nostro Pianeta.

Una donna austera con uno sguardo che tradisce curiosità e intelligenza. Il ritratto raffigurato in questa banconota da 500 marchi non poteva essere più esplicativo. È di lei che vi voglio parlare oggi, il lunedì che precede la giornata dedicata alle donne: Maria Sibylla Merian, un’artista, un’entomologa, un’esploratrice in un secolo che vedeva le ragazze relegate a un angolo della vita sociale e tenute ben lontane dalla ricerca scientifica. Però il diavolo fa le pentole e non i coperchi e Maria Sibylla seppe con astuzia ritagliarsi il suo ruolo in ambiti che, all’epoca, erano esclusivamente maschili.

Pagina 11 di 20

copertina   luglio-agosto 2019

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.