Sapere Scienza

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RUBRICA - Scienza e beni culturali

Il bel volto che potete osservare nell’immagine è appartenuto a Tjetmutjengebtiu, una sacerdotessa del Tempio di Karnak, in Egitto, vissuta durante la XXII dinastia (945-715 a.C.). Le sue spoglie furono mummificate e ora il suo corpo giace in un sarcofago conservato in una delle teche del British Museum di Londra. Voi lettori siete già abituati alle ricostruzioni di volti a partire da crani ritrovati in scavi archeologici. In questo caso, però, è stato diverso perché lo studio delle ossa di Jeni – chiamata così dagli scienziati che si sono occupati di lei – è stato possibile senza la necessità di disturbare il sonno eterno di questa donna venuta da lontano, senza srotolare quelle bende che l’hanno protetta per millenni.

L’amore, la morte e il tempo. È questo il fulcro della storia della tomba di Kha, dalla sua costruzione a oggi, passando per il ritrovamento, la collocazione all’interno di uno dei più celebri musei italiani, e le analisi non invasive condotte sugli oggetti in essa conservati. Storia, arte e scienza si incontrano in reperti di un passato lontanissimo, storicamente e geograficamente.

Era il 2012 quando una pesante trave di legno crollò all’interno della Villa dei Misteri, a Pompei. L’incidente avvenne nella notte e non vi furono feriti ma questo fu l’ennesimo di una serie di cedimenti che avevano interessato l’area archeologica. Forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Era necessario visitare il malato, capire la patologia e tenerlo sotto osservazione per poterne garantire lo stato di salute. L’ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile –  si è occupata proprio di questo, effettuando nei mesi scorsi la seconda campagna di monitoraggio sulle strutture che da circa 50 anni proteggono la domus romana.

“Maccarone...m’hai provocato e io te distruggo! Io me te magno!”. Questo esclamava Alberto Sordi davanti ad una invitante coppa di spaghetti dopo aver cercato di cenare “all’americana” in “Un americano a Roma”, pellicola del 1954. L’amore per la pasta, il rapporto quasi sentimentale che lega gli italiani ai piatti della tradizione, è retaggio antico. È questo che ci racconta un nuovo libro, scritto dall’archeologo David Breeze, “Bearsden: A Roman Fort on the Antonine Wall” (Bearsden: una fortificazione romana sul Vallo di Antonino).

Sarà capitato a molti di essere fan di attori famosi. Le loro vite, così lontane dalla nostra quotidianità, ci affascinano così tanto da volerne conoscere i minimi particolari. Leggiamo riviste specializzate a caccia di informazioni: in quali film hanno recitato, cosa mangiano, quali sono le loro abitudini. E se la nostra curiosità fosse indirizzata verso un altro tipo di celebrità. Se volessimo scandagliare l’esistenza di un uomo che ha influenzato svariati ambiti della cultura occidentale? Se la star fosse Leonardo da Vinci?

Conoscerete sicuramente i Bronzi di Riace. Le due statue furono rinvenute nel 1972, al largo dell’omonima località, nel mar Ionio. Molte altre opere, invece, rimangono negli abissi, tra mura d’acqua, divenendo parte dell’ecosistema marino. È qui che biologia e conservazione s'incontrano. Per questo motivo è nato www.marmisommersi.com.

Caldo, polvere e trepidazione. Ieri come oggi. Nel 1922, quando l’archeologo inglese Howard Carter scoprì la tomba di Tutankhamon, e pochi mesi fa, nel momento in cui un gruppo di ricercatori provenienti da tutto il mondo ha raccolto abbastanza indizi per confermare la presenza di altre due camere nascoste nel sepolcro del faraone. Un nuovo mistero da risolvere con gli strumenti a disposizione degli archeologi del XXI secolo.

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copertina   settembre-ottobre 2019

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