Sapere Scienza

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A che ora è la fine del mondo?

18 Giugno 2020 di 

Tra tutte le credenze popolari, le false profezie sono le più facili da smontare. Basta aspettare pazientemente che non si avverino...

Questa riflessione può tornare utile per attendere con serenità l’avvento del prossimo 21 giugno 2020 che, secondo alcuni catastrofisti, dovrebbe coincidere con la fine del mondo, in base a cervellotiche deduzioni relative alla struttura del calendario degli antichi Maya. Quel giorno, quindi (come se non bastasse la pandemia del Covid-19), il nostro pianeta dovrebbe essere distrutto da una successione inesorabile di eruzioni vulcaniche, terremoti, tsunami, tempeste magnetiche, uragani, inondazioni, invasioni di cavallette...
In passato, una predizione analoga aveva fissato un tale nefasto appuntamento per il 21 dicembre 2012, ma sembra che, in quell’occasione, sia stato commesso un errore di calcolo.
La fine del mondo è stata profetizzata, con molta enfasi, più di cento volte nel corso della nostra storia, ma (come si può facilmente verificare...) non è mai successo niente.

 

Predizioni e miti: quando finirà il mondo?

 

La famosa paura per l’avvento dell’anno Mille è un’invenzione dei posteri, perché in quell’epoca solo pochissime persone di cultura conoscevano la cronologia cristiana. In tempi relativamente più recenti, però, non sono poche le predizioni apocalittiche che hanno seminato il terrore tra la gente.
Qui di seguito, riporto alcune significative situazioni, nelle quali l’appuntamento con la fine del mondo è stato rimandato a data da destinarsi.

• Il matematico tedesco Michael Stifel annunciò pubblicamente che il mondo sarebbe finito alle 8 di mattina del 18 ottobre 1533. Quando fu evidente che si era sbagliato, la folla inferocita tentò di linciarlo.
• Per lo stesso appuntamento, il fanatico religioso William Bell scelse la data del 5 aprile 1761 (senza specificare l’ora). La delusione per non aver centrato il pronostico fu talmente cocente che lo fece finire in manicomio.
• Nel XX secolo, i Testimoni di Geova hanno rivelato diverse volte l’imminente avvento del Giudizio Universale (in particolare negli anni 1914, 1925, 1942 e 1975), prima di ammettere l’impossibilità di stabilire con precisione una data che non viene indicata neanche nelle Sacre Scritture.
• Il sismologo e meteorologo italiano Alberto Porta, residente a San Francisco, rese noto che il 17 dicembre 1919, a causa dell’allineamento di sei pianeti, una corrente magnetica avrebbe trafitto il Sole, provocando un’immane esplosione che avrebbe distrutto la Terra.
• Il piramologo George Riffert dichiarò che, sulla base di alcune sue scoperte, il mondo sarebbe finito il 6 settembre 1936. Verificato l’errore, spostò la data al 20 agosto 1954 (con altrettanta fortuna).
• Il reverendo Charles Long di Pasadena annunciò che il 21 settembre 1945 la Terra si sarebbe vaporizzata e l’umanità sarebbe stata trasformata in ectoplasma. I suoi seguaci smisero di mangiare, bere e dormire per una settimana in attesa della presunta catastrofe.
• Il pediatra italiano Elio Bianco affermò che il 14 luglio 1960 la Terra sarebbe stata distrutta da un’arma segreta statunitense. Per questo, con l’aiuto di quarantacinque aiutanti, costruì un’arca con quindici stanze sulla cima del Monte Bianco.
• Leland Jensen e Charles Gaines, leader di una piccola setta religiosa statunitense, annunciarono che il 29 aprile 1980 sarebbe scoppiata la Terza Guerra Mondiale. I loro calcoli si basavano sul libro dell’Apocalisse e sulle dimensioni della Grande Piramide d’Egitto. La data, poi, venne posticipata al 7 maggio e i fedeli attesero invano la fine del mondo nei bunker che si erano appositamente costruiti.
• La Trinity Broadcasting Network, una piccola emittente statunitense, comunicò che il mondo sarebbe finito tra l’11 e il 12 settembre 1988. Per l’occasione, interruppe la normale programmazione per sostituirla con filmati di preparazione alla fine del mondo per i non credenti.
• Il reverendo Lee Jang Lim, della Chiesa Missionaria di Tami, nella Corea del Sud, predisse che l’Apocalisse sarebbe scoccata alla mezzanotte del 28 ottobre 1992. Oltre 100 000 fedeli si lasciarono coinvolgere dall’isteria e si rifugiarono in circa 200 chiese fondamentaliste. In molti lasciarono lavoro e famiglie e donarono tutti i loro beni al reverendo. Un mese prima della data prevista, però, questo fu arrestato per aver investito quattro milioni di dollari, raccolti con le donazioni dei fedeli. In particolare, aveva acquistato delle azioni che sarebbero maturate nel 1995...
• In base a una profezia di Nostradamus, la Terra sarebbe stata distrutta l’11 agosto 1999, in concomitanza con una eclissi totale di Sole, visibile soprattutto in Cornovaglia.
• Secondo alcuni astrologi, il 5 maggio 2000 si sarebbe dovuta avverare la previsione dello studioso babilonese Berosso (III secolo a.C.), in base alla quale la Terra sarebbe stata sconvolta da ogni sorta di cataclismi, a causa dell’allineamento di Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Sole e Luna sull’asse della Terra.

Visto che, nonostante tutti questi autorevoli pareri, il mondo non è ancora finito, si può ragionevolmente pensare che non finirà neanche questa volta.
Certo, superata la prossima scadenza, bisognerà cominciare a prepararsi all’avvento di altre due catastrofi annunciate.
Infatti, il 13 aprile 2029 (un venerdì 13...), l’asteroide 99942 Apophis, del diametro di 320 metri, passerà a poche migliaia di chilometri dalla Terra. Lo stesso evento si ripeterà nel 2036, ancora nel giorno 13 aprile (non sarà un venerdì, ma il 2036 sarà anno bisestile...).
Un eventuale impatto col nostro pianeta sarebbe disastroso, ma le probabilità che ciò avvenga sono piuttosto basse (anche se notevolmente più alte di quelle di vincere al Superenalotto...).
Nell’attesa, ci si può consolare pensando che al massimo una sola di queste due catastrofi potrà verificarsi. Tutto sommato, il mondo può finire una volta sola...

Ennio Peres

Ennio Peres è laureato in Matematica con lode, ex professore di Informatica e di Matematica. Dalla fine degli anni ’70 svolge la professione di giocologo (che, praticamente, si è inventata lui), con l’intento di diffondere il piacere creativo di giocare con la mente. Ha curato le voci relative ai giochi dell’Enciclopedia dei Ragazzi e della Treccani Trevolumi. Autore di circa cinquanta libri di argomento ludico e scientifico, ideatore di giochi in scatola e di giochi radiofonici e televisivi, collaboratore di varie testate giornalistiche, si avvale costantemente della preziosa consulenza della moglie, Susanna Serafini. Il suo libro più recente si intitola Che cosa sono gli algoritmi (Salani, 2020).
Dal 1994, ogni anno propone la famigerata gara del Cruciverba più difficile del mondo, che coinvolge migliaia di appassionati, in Italia e all’Estero. Ha ricevuto diversi premi.

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