Sapere Scienza

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La lettura ad alta voce fa bene: lo dice la scienza!

26 Novembre 2020 di 

La lettura ad alta voce da parte degli insegnanti e del personale educativo, per i bambini e i ragazzi con cui lavorano, rappresenta una pratica educativa che, se proposta con continuità, progressività e per un tempo congruo, è in grado di incidere profondamente su aspetti cruciali dello sviluppo individuale, sull’apprendimento e sul successo scolastico.

 

I vantaggi della lettura ad alta voce


La frequenza della lettura ad alta voce, il dialogo e il coinvolgimento attivo che ne derivano, sono fattori che influenzano positivamente lo sviluppo del linguaggio [1] e della comprensione [2] determinando effetti positivi anche sulle abilità riflessive [3].
Tale pratica permette all’individuo di espandere i propri orizzonti di conoscenza, costruire attivamente la propria identità, estendere e intensificare i propri interessi, in modo da ottenere una comprensione più profonda di sé stesso e degli altri [4], oltre a sviluppare un pensiero critico e incentivare motivazione e apprendimento [5].

 

Non solo bambini: la lettura ad alta voce fa bene anche agli adulti


L’esposizione alla lettura si associa, inoltre, a una più efficace capacità di riconoscimento e regolazione delle emozioni [6] e a un maggior sviluppo del vocabolario emotivo [7]. In ambito educativo la lettura ad alta voce è comunemente interpretata come attività adeguata ai bambini più piccoli, tuttavia molte ricerche continuano a testimoniare l’importanza di tale pratica anche per ragazzi più grandi [8], dal momento che permette l’acquisizione di competenze più complesse e più durature utili nell’interno arco di vita [9]. Numerosi studi in letteratura, infatti, hanno documentato effetti positivi della lettura narrativa sulle funzioni cognitive anche in soggetti adulti [10], come emerso da alcuni studi di Batini e Bartolucci (2016; 2014): la lettura ad alta voce rappresenta un rilevante fattore protettivo in pazienti anziani affetti da demenza o da patologie degenerative, in grado di incidere sulle abilità mnestiche e di produzione linguistica, con conseguenti effetti sulla sfera psico-sociale.

 

Programmi di lettura ad alta voce per la didattica a distanza


L’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 e il lockdown hanno messo in luce la fragilità del sistema educativo italiano, generando un ulteriore indebolimento del sistema scolastico [11], a discapito soprattutto delle categorie svantaggiate, con un concreto rischio di aumento dei tassi di dispersione scolastica [12]. Data l’associazione evidenziata in letteratura tra condizioni socio-economiche, motivazioni allo studio e ambizioni educative e occupazionali [13] e considerando l’impatto del background familiare sulla dispersione e le competenze scolastiche, non si può che prevedere un impatto negativo di questo impoverimento generale sul rendimento scolastico degli studenti stessi, come già alcuni studi stanno mettendo in luce [14].
La lettura ad alta voce risulta essere facilmente implementabile anche come didattica a distanza, rafforza le capacità di resilienza e di rielaborazione degli studenti, aiutandoli a esprimere, gestire, condividere le emozioni legate alla pandemia e a narrativizzare la propria esperienza tramite la costruzione di un linguaggio e di metafore personali.  
In questo scenario il gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Federico Batini ha continuato a sostenere e promuovere l’importanza della lettura ad alta voce, avvalendosi dei risultati preliminari del progetto Leggere: Forte! della Regione Toscana, che ha lo scopo di favorire il successo dei percorsi scolastici e di vita dei bambini e dei ragazzi tramite gli effetti che la pratica della lettura ad alta voce produce.
Il lavoro di ricerca ha messo in evidenza un aumento del 15% del vocabolario, in termini sia di comprensione che di produzione, rispetto alla crescita regolare dei bambini tra 0 e 3 anni.
Non solo, la lettura ad alta voce:

•    aumenta il livello di attenzione;
•    permette di incrementare il tempo dedicato alla lettura, passato da una media di 15/20 minuti a 59 minuti;
•    migliora la memoria;
•    sviluppa l’interesse verso i libri.

L’importanza della lettura ad alta voce appare infine avvalorata anche dal progetto “Leggimi ancora. Lettura ad alta voce e life skills”, al terzo anno nel 2020/2021. L’iniziativa, promossa da Giunti Scuola, sotto la direzione scientifica del Prof. Federico Batini, nel corso dei due anni passati ha visto l’adesione di più di 24 000 docenti e ha mostrato la capacità della lettura di incidere significativamente sulle abilità di comprensione e sulle abilità cognitive in tutti i bambini e ragazzi partecipanti, indipendentemente dai livelli di partenza.



Riferimenti bibliografici

[1] Batini & Bartolucci, 2020; Klein & Kogan, 2013; Worthy et al., 2012.
[2] Westbrook et al., 2018; Farrant & Zubrick, 2011.
[3] Batini et al., 2019; Albright, 2002.
[4] Rotta e Chettri, 2013.
[5] Albright & Ariail, 2005.
[6] Batini et al., 2018; Riquelme & Montero, 2016.
[7] Dylman et al., 2020; Kumschick et al., 2014.
[8] Richardson, 2000; Sanacore, 2000.
[9] Kloosterman et al., 2011.
[10] Billington, Josie et al., 2013.
[11] Ciurnelli & Izzo, 2020.
[12] Puccetti & Luperini, 2020.
[13] Kormos & Kiddle, 2013; Harta, 2011.
[14] Wilkinson, 2020; Kufheld et al., 2020; Azavedo, 2020.

Giulia Toti

Psicologa, borsista di ricerca presso il Dipartimento FISSUF dell’Università degli Studi di Perugia per il progetto “Leggere: forte! Ad alta voce fa crescere l’intelligenza”.

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