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SpaceX: le giuste condizioni per cambiare la storia

1 Giugno 2020 di 

Le rivoluzioni non avvengono a comando. Ci vogliono le condizioni giuste.

Il 27 maggio il mondo si preparava a vivere una rivoluzione nei lanci spaziali. Per la prima volta nella storia del volo umano la responsabilità di un lancio con astronauti era nelle mani di un’industria privata piuttosto che di un’agenzia spaziale. Inoltre, doveva essere il primo lancio dal suolo americano dopo uno iato di nove anni, da quando, nel 2011, lo Shuttle è stato mandato in pensione. Da allora, gli astronauti della NASA hanno raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di capsule russe pagando, ogni volta, un biglietto di circa 80 milioni di dollari. Il prezzo effettivo avrebbe dovuto essere di 90 milioni, ma la NASA aveva negoziato uno sconto, come quando si acquista il carnet di biglietti piuttosto che quello singolo.
La dipendenza dalla Russia non aveva mai fatto piacere alla NASA, e ai politici americani, e tutti aspettavano con ansia la ripresa dei lanci made in USA.

 

La rivoluzione di SpaceX


Sulla storica piattaforma 39 A di Cape Canaveral, da dove erano partite le missioni Apollo e poi gli Shuttle, era pronto un razzo Falcon 9 con due astronauti a bordo della capsula Crew Dragon, tutto progettato e costruito da SpaceX, uno dei nuovi colossi dell’industria spaziale.
In effetti, anche la piattaforma di lancio non è più la stessa: Space X l’ha affittata e l’ha modificata.
Le novità non si fermano al razzo e alla capsula, tutta la coreografia del lancio è cambiata sotto il segno di Elon Musk.
Gli astronauti, Doug Hurley e Bob Behnken, entrambi veterani con due missioni ciascuno con lo Space Shuttle, hanno indossato tute bianche con una banda laterale nera, disegnate da un famoso costumista di Hollywood, complete di caschi stampati in 3D e hanno raggiunto la piattaforma di lancio a bordo di Tesla bianche.
Secondo Elon Musk le nuove tute dovrebbero evocare lo smoking perché, a suo parere, lo smoking sta bene a tutti. I critici sostengono che forse sono troppo attillate per astronauti non giovanissimi che non hanno più fisici tipo James Bond.
Le aspettative erano alte. Nonostante la NASA avesse cercato di scoraggiare gli spettatori che si ammassano sulle spiagge intorno alla base per assistere ai lanci importanti, si era radunata una bella folla. Era arrivato persino il presidente Trump alla ricerca di una bella notizia.
Ma neanche l’orgoglio nazionale può nulla contro il meteo che si rifiuta di collaborare e il tentativo del 27 maggio è stata annullato causa brutto tempo. In verità l’ufficiale responsabile per le previsioni meteo dice che le nubi stanno passando e tempo 10 minuti si dovrebbe poter lanciare, ma 10 minuti sono troppi per il Crew Dragon che ha un appuntamento con la ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) e deve partire esattamente all’ora prestabilita.

 

Il lancio e l’arrivo alla ISS


Tutto rimandato a sabato 30 maggio, quando la coreografia si ripete (c’è anche il Presidente) e questa volta il meteo collabora e il lancio è bellissimo con un ritorno perfetto del primo stadio che si posa sulla piattaforma galleggiante. In effetti, quando la capsula entra in orbita, si vede che gli astronauti non sono soli a bordo, fluttuando a gravità zero, fa capolino un piccolo dinosauro. Entrambi hanno figli affascinati dai dinosauri e hanno pensato che sarebbero stati felici di vedere uno dei loro giocattoli in orbita.
Soddisfazione generale. Elon Musk ha fatto la storia e la NASA ha risparmiato qualche decina di milioni visto che il lancio si dice sia costato 60 milioni a persona. Un vero affare.
Una volta in orbita, gli astronauti si tolgono la tuta, mangiano, dormono e poi offrono al pubblico una visita guidata alla loro capsula, che hanno deciso di chiamare Endeavour come la nave di James Cook, ma anche come uno degli Shuttle sul quale entrambi hanno fatto il loro primo viaggio nello spazio.
Poco meno di 19 ore dopo il lancio ecco l’attracco alla Stazione Spaziale Internazionale, dove i due astronauti passeranno i prossimi mesi. Momento particolarmente toccante per Doug Hurley che aveva preso parte all’ultima missione dello Shuttle nel 2011 e ora è tornato alla ISS come comandante del nuovo veicolo commerciale. Un piccolo passo verso un nuovo grande passo dell’umanità?

 

Copyright immagine NASA TV

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Patrizia Caraveo

È Dirigente di Ricerca all'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Dal 1997 è Professore a contratto dell’Università di Pavia, dove tiene il corso di Introduzione all’Astronomia. Astrofisica di fama mondiale, nel 2009 è stata insignita del Premio Nazionale Presidente della Repubblica. Come membro delle collaborazioni Swift, Fermi e Agile ho condiviso per tre volte con i colleghi il Premio Bruno Rossi della American Astronomical Society nel 2007, 2011 e 2012. Nel 2014 è entrata nella lista degli Highly Cited Researchers. Fa parte del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica e delle 100 donne contro gli stereotipi. È Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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