Sapere Scienza

Sapere Scienza

Un reperto incredibilmente completo, rinvenuto in Etiopia, che potrebbe riscrivere la storia dei nostri lontani antenati, gli australopitechi. È un cranio di Australopithecus anamensis di 3,8 milioni di anni fa, un predecessore della più famosa Lucy, piccola esemplare di Australopithecus afarensis. Abbiamo scritto "predecessore" ma potremmo in parte sbagliarci: proprio questa scoperta potrebbe dimostrare che le due specie di australopitechi sono convissute per un certo periodo. Come è avvenuto questo ritrovamento e perché è così importante per ricostruire la storia dell'evoluzione umana?

Il gatto domestico è tra i più comuni co-abitanti delle nostre case. Le prime tracce di convivenza tra gatti e uomini risalgono a 9500 anni fa, poco dopo la costituzione delle prime comunità di agricoltori. Ma quali segni hanno lasciato quasi diecimila anni di addomesticamento sul genoma dei felini? Uno…
La criptozoologia insegue yeti, chupacabras o, peggio ancora, presunti alieni? Niente di tutto  questo. Cominciamo a sgombrare il campo dagli equivoci: la criptozoologia, in sintesi, si occupa di studiare gli animali prima che vengano ufficialmente descritti dalla zoologia.
Fino a ora, nella storia dell’evoluzione umana, sono stati gli Homo sapiens a detenere il primato dell’arte e della capacità di astrazione: studi e ritrovamenti attribuivano loro quelle capacità manuali e cognitive in grado di dare vita a una scintilla creativa che, dalla preistoria ai giorni nostri, non si è…

Gli antropologi dello Smithsonian’s National Museum of Natural History, in collaborazione con studiosi provenienti da tutto il mondo, hanno scoperto che i primi uomini che hanno occupato l’Africa orientale a partire da circa 320.000 anni fa iniziarono ad avviare commerci con altri gruppi, a usare pigmenti e a costruire strumenti più sofisticati rispetto a quelli della prima Età della pietra. Questi comportamenti, che si pensava si fossero sviluppati più tardi nell’evoluzione dell’Homo sapiens, vengono, quindi, retrodatati da questi ultimi lavori.

Questa settimana il nostro appuntamento è dedicato all’applicazione dell’ESR (Electron Spin Resonance – Risonanza di Spin Elettronico). Nel precedente post abbiamo cercato di capire quali fossero le caratteristiche principali di questo metodo di datazione e quest’oggi vedremo il suo contributo allo studio dell’evoluzione dell’Uomo.

Una nuova ricerca ha mostrato come maschi e femmine di una stessa specie possano avere caratteristiche così diverse da impedire ad altre specie di evolvere e colonizzare habitat. Così l’analisi di un dimorfismo sessuale molto accentuato può aggiungere nuove conoscenze alle teorie elaborate da Charles Darwin, riguardanti le modalità con cui la selezione naturale guida l’evoluzione della biodiversità.

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