Sapere Scienza

Sapere Scienza
Una dimora di tutto rispetto per una delle più celebri regine della storia. Questo potrebbe essere stato il Museo Egizio di Torino per Nefertari. Secondo recenti studi le gambe conservate nella collezione potrebbero realmente essere appartenute alla favorita del faraone Ramses II. Per raccogliere le prove necessarie differenti discipline sono…

Venerdì 23 febbraio 2018, alle ore 17:30, sarà inaugurata la mostra “Genoma umano. Quello che ci rende unici”, presso il MUSE - Museo delle Scienze di Trento.

 

Perché le persone sono tutte diverse? Da dove provengono i talenti? Perché c’è chi invecchia in modo invidiabile e chi, purtroppo, no? Perché la vita ha un termine biologico e come possiamo prevenire le malattie? La mostra affronterà tutti questi interrogativi che ci riguardano profondamente e sui quali, oggi, è focalizzato un settore importante e promettente della ricerca in campo biologico.

 

“Genoma umano” sarà quindi un vero e proprio viaggio tra le nuove sfide offerte dalla genomica - una scienza in continua evoluzione che non manca di suscitare interrogativi e dubbi anche sul piano etico - con un focus su opportunità e rischi originati dall’applicazione delle nuove conoscenze ad ambiti particolarmente sensibili, quali la salute. Grazie a un percorso interattivo e immersivo - che potrà contare su numerosi supporti multimediali ed exhibit in grado di toccare le corde più profonde della sensibilità personale - attraverso video e multi-proiezioni di grande impatto scenico e la mediazione dell’arte - la mostra affronterà tre questioni fondamentali sul patrimonio genetico umano: quanto conta il DNA, quali altri fattori intervengono nella sua definizione (ad esempio ambiente e stili di vita), come e quanto possiamo intervenire per modificarlo. Un cambio di scala - dal macro al micro - che tuttavia non trascura la componente umana e sociale, porterà il pubblico a esplorare un mondo affascinante, che custodiamo dentro di noi e che ci rende ciò che siamo: unici.

 

L’esposizione, che sarà visitabile dal 24 febbraio 2018 al 6 gennaio 2019, costituisce il principale progetto espositivo per l’anno 2018 con il quale il MUSE conferma il proprio ruolo di centro di mediazione di una conoscenza scientifica che mira a rendere il proprio pubblico più consapevole, offrire modalità comunicative nuove per poter comprendere temi scientifici complessi, discriminare e scegliere tra le offerte della nuova biologia.

Informazioni aggiuntive

  • città Trento
Quando stendiamo il bucato al sole poniamo sempre molta attenzione a non lasciarlo esposto per giorni, questo perché la luce modifica il colore dei capi che, nelle aree maggiormente illuminate, si schiarirebbe. La stessa cosa, in modalità diverse, succede ai pigmenti di opere d'arte esposte all'illuminazione museale. Nonostante l'avvento delle…
Deep Time è una mostra permanente aperta pochi giorni fa, l'8 giugno 2019, nella David H. Koch Hall of Fossils, sezione adibita ai fossili di dinosauri, chiusa cinque anni fa presso lo Smithsonian National Museum of Natural History di Washington D.C. Un'esposizione che promette molto di più di ossa messe…
Come si può analizzare un dipinto straordinariamente famoso e importante senza che il pubblico del museo e, soprattutto le sue casse, ne risentano? Un’ottima risposta a questo quesito è stata data dai curatori del Mauritshuis, a L’Aia, in Olanda, lasciando sotto i riflettori La ragazza con l’orecchino di perla nel…

A volte la ricerca scientifica può percorrere sentieri più tortuosi e avventurosi di quelli che riusciremmo a immaginare. È il caso degli studi riguardanti i quasi cristalli: minerali che, teoricamente, non dovrebbero esistere e che, invece, hanno spinto gli scienziati oltre le mura di laboratori e musei. Questa è la storia di un gruppo di studiosi americani e italiani che, a partire da un'idea e dei piccoli indizi, hanno raggiunto dei risultati sorprendenti. Siete pronti a ripercorrere i loro passi con noi?

“Father and son” è il titolo di una canzone del 1970, scritta e interpretata dall’inglese Cat Stevens. Il testo riporta un dialogo tra padre e figlio, una rappresentazione dello scontro generazionale intrisa di amore e incomprensione. Potremmo dire che questo è lo stesso fil rouge del primo video gioco prodotto…
Chi di noi non ha mai dovuto traslocare? Potremmo dire che è sicuramente un’esperienza faticosa e stressante: conservare nelle scatole mobili e oggetti, rendere sicuro il trasporto, non smarrire nessun pezzo, riposizionare tutto in un nuovo spazio che ancora non si conosce dal punto di vista degli ingombri e dell’illuminazione.
Pagina 1 di 2

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.