Sapere Scienza

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Cervello (di coniglio) ibernato con successo

15 Febbraio 2016

L'ibernazione potrebbe presto diventare una realtà. L'aienda californiana 21st Century Medicine è riuscita a congenare e scongelare un cervello di coniglio senza causare danni ai suoi neuroni. Ovviamente, il successo ottenuto incoraggia a continuare su questa strada, in direzione magari di una futuristica applicazione all'uomo.

Come si legge sulla rivista Journal of Cryobiology, l'organo è stato portato a temperature prossime a -135 gradi centigradi, dopo aver drenato il sangue e averlo sostituito con una sostanza 'antigelo', che cioè impedisce che si formino cristalli di ghiaccio sui tessuti. Il ghiaccio nei tessuti è uno degli ostacoli principali, nella crioconservazione, perché le cellule contengono acqua, che ovviamente, a temperature così basse, tende a ghiacciarsi e a provocare danni alle membrane cellulari.

La sostanza usata in questo caso è una molecola di glutaraldeide, che non solo svolge una funzione antigelo ma scongiura anche il pericolo di disidratazione. Dopo lo scongelamento, il cervello non ha mostrato danni. Questo non significa, per il momento, che sia possibile che l'organo ritorni a funzionare correttamente - anzi, in questo caso la molecola usata è tossica - ma comunque si tratta di un risultato di per sé molto significativo e promettente. Finora, gli scienziati erano riusciti a crioconservare con successo frammenti di cervello ma mai un cervello nella sua interezza. 

 

[Immagine: credit Brain Preservation Foundation]

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