Sapere Scienza

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Ecco perché quando baciamo chiudiamo gli occhi

21 Marzo 2016

Quando ci si scambia un bacio, istintivamente si chiudono gli occhi. Solo ora gli scienziati, notoriamente tipi poco romantici, hanno scoperto perché dal cervello parte l'ordine di abbassare le palpebre... 

Un tempo si riteneva che, durante un bacio, si chiudessero gli occhi per l'impossibilità di concentrare lo sguardo sul volto dell'altra persona, che era troppo vicino. Ora, questa teoria viene accantonata e si scopre, invece, che il cervello non sarebbe in grado di far fronte contemporaneamente alla combinazione di dati visivi e della sensazione tattile associata a questo dolce gesto.

 

Gli effetti della vista sul tatto 

Gli psicologi della Royal Holloway University di Londra hanno dimostrato che il completamento di un compito visivo riduce l'abilità delle persone a percepire il tocco. Questo potrebbe spiegare perché, per esempio, è abbastanza frequente non sentire la vibrazione del telefonino mentre si cerca il volto di un amico in una folla. In quel caso, rischiamo al massimo di perdere un appuntamento ma in altre circostanze questo deficit potrebbe avere conseguenze molto più serie. Per esempio, se pensiamo ai sistemi tattili di avviso per guidatori: questi avvisi tattili si stanno infatti introducendo nelle moderne automobili per avvisare i conducenti in caso di uscita dalla propria corsia.

Lo studio, che in realtà non ha coinvolto persone che si baciavano, suggerisce che, al fine di concentrarsi su una sensazione così tattile, le persone istintivamente chiudono gli occhi. Si tratta di un concetto che si applica anche ad altre situazioni meno sentimentali, come la lettura in Braille e il ballo.

Gli scienziati hanno chiesto ai volontari di eseguire un compito: una ricerca di una lettera all'interno di un testo. Contemporaneamente, i volontari dovevano anche dire se avevano ricevuto una vibrazione da destra o sinistra.

I ricercatori hanno scoperto che la sensibilità allo stimolo tattile era fortemente ridotta quando veniva svolto in contemporanea il compito di ricerca visiva. "Era già noto che un compito visivo riduceva la percezione di stimoli uditivi. La nostra ricerca estende ora queste conclusioni anche al senso del tatto" ha commentato Sandra Murphy, tra gli autori dello studio, pubblicato sul Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance.

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