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29 Giu 2015

Il 30 giugno avrà un secondo in più

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Il 30 giugno sarà un giorno più lungo del solito, dato che avrà un secondo in più. A dirlo è la NASA, che ha spiegato che “la rotazione della Terra sta gradualmente rallentando”, con le parole di Daniel MacMillan del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland.

Il 30 giugno sarà un giorno più lungo del solito, dato che avrà un secondo in più. A dirlo è la NASA, che ha spiegato che “la rotazione della Terra sta gradualmente rallentando”, con le parole di Daniel MacMillan del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland. Parlando in termini rigorosi, un giorno ha la durata di 86.400 secondi, con la durata di un secondo che dipende dalle transizioni elettromagnetiche, estremamente prevedibili, degli atomi del cesio (l’orologio atomico ha un’accuratezza di un secondo ogni milione e 400mila anni).

 

La Terra rallenta 

Il giorno solare medio, tuttavia, ossia la durata media di un giorno calcolata basandosi su quanto la Terra impiega a ruotare su se stessa, è di circa 86.400,002 secondi. Si è notato infatti che la Terra, all’incirca dal 1820, sta rallentando un po’, a causa di una sorta di forza frenante dovuta alla combinazione delle attrazioni gravitazionali reciproche tra Luna, Sole e Terra.

La lunghezza di ogni singolo giorno può variare in modo imprevedibile anche a causa di molti altri fattori. Per esempio, le variazioni climatiche stagionali e quotidiane possono influenzare la durata del giorno, così come le dinamiche del nucleo interno della Terra (su lunghi periodi di tempo), il ciclo delle acque sotterranee e lo stoccaggio dei ghiacci (su periodi che vanno da mesi a decenni), oppure le maree oceaniche. Anche le variazioni atmosferiche dovute a El Niño possono causare un rallentamento della rotazione terrestre, aumentando la lunghezza del giorno di un millesimo di secondo.

 

Riallineamenti necessari

Gli scienziati monitorano il tempo impiegato dalla Terra per completare una rotazione con una tecnica estremamente precisa chiamata Very Long Baseline Interferometry (VLBI). Una rete mondiale di stazioni conduce una serie di misure e, con il coordinamento del Goddard, analizza e archivia i dati raccolti.
Periodicamente (circa ogni 18 mesi), dunque, l’International Earth rotation and Reference systems service, organo responsabile dell’UTC, il Tempo Coordinato Universale, presiede a un’aggiunta di un secondo, per riallineare gli orologi sulla base di questo rallentamento, sincronizzando il tempo solare con quello atomico. I giorni scelti per questa operazione sono di solito il 31 dicembre o il 30 giugno. Alle 23:59:59 di martedì 30 giugno non seguirà dunque immediatamente il primo luglio ma, eccezionalmente, ci sarà il 23:59:60, solo successivamente si potrà entrare nel mese di luglio.
L’ultima correzione si è resa necessaria il 30 giugno del 2012, mentre la prima è avvenuta il 31 dicembre 1971. Senza questi interventi, ci sarebbe oggi una differenza di circa 26 secondi tra il tempo calcolato dagli orologi atomici e quello misurato sulla base della reale rotazione della Terra intorno al suo asse.

REDAZIONE
La Redazione del sito saperescienza.it è curata da Micaela Ranieri dal 2019, in precedenza hanno collaborato Stefano Pisani e Alessia Colaianni.
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