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21 Apr 2017

Le “mille bolle” di Titano

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Qualche anno fa, la missione Cassini avvistò su Titano, la più grande delle lune di Saturno un’ “isola che non c’è”: una ‘zona magica’ luminosa nel mare di Ligeia che appariva e spariva. Ora, il mistero sembra risolto: l’isola è in realtà composta da ‘bolle’.

Qualche anno fa, la missione Cassini avvistò su Titano, la più grande delle lune di Saturno un’ “isola che non c’è”: una ‘zona magica’ nel mare di Ligeia che appariva e scompariva. Ora, il mistero sembra risolto: l’isola è in realtà un agglomerato di ‘bolle’.

 

Mare di metano

La missione Cassini-Huygens ha rivelato infatti che su Titano ci sono mari composti da metano, etano e azoto: un team internazionale guidato da alcuni ricercatori dell’Université de Reims del CNRS ha dimostrato che nelle nelle profondità del mare di Ligeia è presente una miscela di azoto metano ed etano che è instabile alle pressioni e temperature locali.

 

Bolle di azoto

A causa della circolazione idrodinamica, si verifica una miscelazione tra liquidi in superficie e in profondità: parte della miscela di superficie, ricca di azoto, fluisce giù nelle profondità, che contengono più etano. I liquidi, a questo punto, si separano sotto l’effetto della pressione, e l’azoto gassoso fluisce indietro sotto forma di bolle fino alla superficie. Le bolle di azoto si formano a una profondità di 100-200 metri, e possono raggiungere un diametro di quattro centimetri.

 

Fenomeno passeggero

A seconda delle condizioni climatiche marine di Titano, questo fenomeno si può sviluppare su regioni del mare ampie anche diverse centinaia di chilometri quadrati, da qui l’apparente fenomeno delle “isole magiche”. Secondo l’articolo pubblicato su Nature Astronomy, questo spumeggiante fenomeno è transitorio, il che spiega il motivo per cui non è stato sistematicamente rilevato dai radar di Cassini.

[Immagine: credit NASA]

REDAZIONE
La Redazione del sito saperescienza.it è curata da Micaela Ranieri dal 2019, in precedenza hanno collaborato Stefano Pisani e Alessia Colaianni.
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