La mescolanza (o sintesi) sottrattiva dei colori
Nella stampa si usano pigmenti, ovvero inchiostri, per la riproduzione del colore, applicando il principio della mescolanza sottrattiva, basata sui colori primari ciano, magenta e giallo.

Considerando la luce bianca composta da tre componenti, rossa, verde e blu, vediamo cosa accade quando colpisce delle superfici colorate da inchiostri.
L’inchiostro ciano sottrae la componente rossa della luce e riflette le altre due, l’inchiostro magenta sottrae la componente verde, mentre l’inchiostro giallo sottrae quella blu.
Da qui deriva il termine “mescolanza sottrattiva” (per la mescolanza additiva vedi qui).
Come funzionano gli inchiostri per la stampa?
Gli inchiostri vengono depositati come puntini infinitesimi. Per avere il giallo più “intenso” possibile, copriremo completamente la carta con i puntini di inchiostro giallo. Per un giallo “pallido” i puntini di inchiostro saranno più radi in modo che traspaia il bianco della carta.
Nella prossima figura vediamo cosa accade se, su un foglio bianco, coloriamo tre cerchi parzialmente sovrapposti.

Notiamo che sovrapponendo gli inchiostri magenta e giallo percepiamo il rosso. Questo perché l’inchiostro magenta assorbe la componente verde e l’inchiostro giallo assorbe la componente blu. La componente rossa è l’unica che non viene assorbita.
Analogamente giallo e ciano riflettono la componente verde, mentre ciano e magenta riflettono la componente blu.
Sovrapponendo i tre inchiostri andiamo a sottrarre tutte e tre le componenti della luce e quell’area apparirà nera.
Per ragioni tecnologiche di fatto non si ottiene perfettamente il nero, per questo in stampa si usa anche l’inchiostro nero oltre ai tre già detti.
Foto di copertina: Magica – Wikimedia