Comunemente chiamato flash, il lampeggiatore elettronico moderno è un gioiello di tecnologia.
Quando la luce dell’ambiente è scarsa, una fonte di luce compatta da collegare alla fotocamera è l’ideale, ma il lampeggiatore serve anche in piena luce per determinate ragioni.
Come funziona un lampeggiatore
I primi lampeggiatori elettronici a slitta (con l’attacco posto sulla fotocamera) erano semplicissimi, emettevano un lampo di luce di una certa potenza, non c’era niente da impostare se non l’interruttore di accensione su “ON”.
In base alla sensibilità della pellicola, all’epoca espressa in DIN o in ASA (oggi la sensibilità si esprime in ISO, ma i valori sono equivalenti a quelli in ASA), bisognava regolare il diaframma in funzione della distanza del soggetto dal lampeggiatore, che coincideva con la distanza dalla fotocamera.
La potenza dei lampeggiatori si esprime attraverso il numero guida (NG).
Il calcolo del diaframma è il seguente: diaframma = NG/distanza (m)
Il tempo di esposizione è ininfluente quando si usa il flash per illuminare la scena. La luce del lampo è molto intensa, ma molto breve rispetto al tempo di esposizione. Per esempio, impostando il tempo di esposizione su 1/60 di secondo, la scena viene illuminata dal flash solo per millesimi di secondo e la luce ambiente è irrisoria rispetto al lampo, non influisce sull’esposizione.
La potenza di un lampeggiatore è un dato oggettivo, la lampada emette una “quantità” nota di luce. Il numero guida, però, non esprime direttamente questa quantità perché ci sono due variabili che influenzano l’esposizione della scena: la sensibilità della pellicola e l’angolo di campo dell’obiettivo.
Calcoli per una foto perfetta
Il lampeggiatore in figura ha una parabola che vincola tutta la luce emessa dalla lampada in un angolo di campo di 40°, distribuendola uniformemente; il suo numero guida è 16.

Supponiamo che il soggetto da fotografare rientri nell’angolo di campo del flash e sia alla distanza di 2 m. Quindi il diaframma da impostare sulla fotocamera è:
diaframma = NG/distanza = 16/2 = f : 8
Credete che la foto verrà esposta correttamente con una pellicola di qualsiasi sensibilità? Certamente no!
Infatti, il numero guida di un lampeggiatore generalmente è riferito alla sensibilità di 100 ISO e a un obiettivo 50 mm montato su fotocamera a pellicola 35 mm (o digitale full frame), che ha un angolo di campo di 40°. Possiamo usare tranquillamente tutti gli obiettivi che hanno un angolo di campo non superiore a 40°; mentre nel caso di un obiettivo con angolo di campo maggiore di 40°, verrebbe illuminato solo ciò che si trova nei 40°.
Usando una pellicola più sensibile, o aumentando gli ISO della fotocamera digitale, l’illuminazione del lampo è più efficace e bisogna ricalcolare il numero guida.
A ogni raddoppio di ISO, il numero guida si incrementa di √2, ovvero 1,4 volte.
Per esempio, il numero guida 20 (a 100 ISO) di un lampeggiatore:
- a 200 ISO diventa 20 × 1,4 = 28;
- a 400 ISO diventa 20 × 1,4 × 1,4 = 39;
- a 800 ISO diventa 20 × 1,4 × 1,4 × 1,4 = 55 e così via.
Successivamente i lampeggiatori elettronici sono stati implementati con degli automatismi che rendevano il lavoro del fotografo più veloce e preciso, ma di questo parleremo nel prossimo articolo.
Immagine di copertina: © Pixabay