Sapere Scienza

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Il Diluvio Universale

5 Gennaio 2015 di 

La Bibbia è sempre stato un testo (se non ”il” testo) di riferimento per la cultura occidentale, tanto da influenzarne in modo significativo il pensiero scientifico, oltre che l’etica e la morale. La crociata dei creazionisti, che rivendicano un'interpretazione letterale per negare l’Evoluzionismo e proporre teorie pseudo-scientifiche, come il Disegno Intelligente, è solo l’ultimo episodio di una storia tormentata. Per fortuna, anche in ambito ecclesiastico, sono sempre più rari i casi di ostracismo nei confronti delle conoscenze scientifiche, e sembra prevalere una corrente di lettura simbolica di Nuovo e Antico Testamento.

 

Un interessante contraltare al percorso di lettura simbolica dei testi sacri è lo studio di due ricercatori statunitensi, Walter Pitman e William Ryan, che si sono occupati nientemeno che dell’origine del mito del Diluvio Universale, comune alla Bibbia e ad altre culture medio-orientali. Va detto che il Diluvio è sempre stata una grossa grana per i geologi, che non sono mai riusciti, nelle modalità descritte dalla Genesi, a inserirlo in una teoria consistente sulla storia della Terra. Questo poneva, per esempio, il problema di un’età inverosimile (2348 a.C. secondo il calendario Ushher-Lightfoot) per l’estinzione delle creature, dette appunto antidiluviane, come i dinosauri. Va inserito in questo ambito anche il dibattito settecentesco tra i cosiddetti Nettunisti, che ritenevano tutte le rocce di origine marina (post-diluvium) e i Plutonisti, che invece sostenevano un ruolo fondamentale del calore terrestre.

 

Il Diluvio e l'inondazione del Mar Nero

Secondo Pitman e Ryan, il mito del Diluvio Universale potrebbe essersi originato dalla repentina inondazione del Mar Nero avvenuta circa 100 secoli fa, alla fine dell’ultima Era Glaciale. In quel periodo, il Mar Nero era un lago di acqua dolce, con un livello molto più basso dell’attuale (un centinaio di metri, circa) e le sue sponde erano popolate da una civiltà relativamente progredita. Le acque marine in risalita, provenienti dal Mare Mediterraneo attraverso il Mare di Marmara e la soglia dei Dardanelli, avrebbero raggiunto lo stretto del Bosforo, di fronte all’attuale Istanbul, per poi gettarsi con grande energia nella piana del Mar Nero, inondando le coste e i villaggi neolitici. La popolazione sarebbe stata costretta ad abbandonare in gran fretta le abitazioni e migrare nelle terre vicine dove avrebbe portato, oltre che un nuovo modo di coltivare i terreni e realizzare manufatti, il Mito del Diluvio, che ritroviamo nella Bibbia e nella saga sumerica di Gilgamesh.

 

Un'ipotesi verosimile

L’ipotesi è sicuramente affascinante e verosimile, anche perché l’inondazione del Mare di Marmara e del Mar Nero sono state effettivamente documentate da molte evidenze inoppugnabili. La tempistica proposta dai due americani è però probabilmente scorretta e i riscontri archeologici ancora troppo deboli. Comunque andranno a finire le verifiche, l’interessante contributo di Pitman e Ryan resta il tentativo di legare ipotesi scientifiche e miti che hanno a volte radici profonde e solide nell’osservazione della Natura e sono mediate da una narrazione che ha spesso motivazioni morali, ma che assume anche un ruolo molto importante nello stimolare la curiosità.  

Una lettura in prospettiva storica del mito potrebbe quindi suggerire che, così come il Diluvio di Noè è servito da monito ai sopravvissuti per migliorare la loro condotta morale, la prospettiva di un nuovo diluvio, dovuto al riscaldamento globale e allo scioglimento dei ghiacci, dovrebbe servire a noi per evitare un’altra catastrofe in un futuro purtroppo, di questo passo, non molto remoto.  

Luca Gasperini

Luca Gasperini è ricercatore presso l'Istituto di Scienze Marine (ISMAR-CNR) di Bologna, dove si occupa di geologia/geofisica marina. Ha pubblicato articoli scientifici e divulgativi in molti settori, tra i quali la geologia oceanica, la paleosismologia e i metodi geofisici. Tiene un corso di geofisica presso l'Università di Bologna.

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