Sapere Scienza

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"Rolling stones" nella Valle della Morte

10 Novembre 2014 di 

Oltre che per Zabriskie Point e per il suo panorama extraterrestre, la Valle della Morte in California è famosa per un singolare fenomeno geologico conosciuto sin dagli anni ‘40 e denominato “sliding stones”. Si tratta del movimento misterioso di massi rocciosi, anche di notevoli dimensioni, che lasciano solchi sulla superficie piatta di un lago prosciugato.

Dimensione e natura delle rocce in questione appaiono molto variabili, e il reticolo delle tracce lasciate nel terreno comprende solchi rettilinei e paralleli tra di loro, ma anche disposti secondo geometrie più complesse, che suggeriscono bruschi cambiamenti di direzione o inversioni di marcia. Per decenni questa stranezza ha stimolato ricerche, osservazioni e monitoraggi ripetuti, nel tentativo di spiegarne le cause. Anche se le prime ipotesi avevano preso in considerazione i forti venti che periodicamente soffiano nella Valle della Morte, si era escluso quasi subito che essi potessero innescare da soli i movimenti data la massa dei blocchi rocciosi. Per questo, si è pensato a una concomitanza di cause, mai definite però con precisione, e descritte finora solo come ipotesi teoriche. Il problema principale è che i movimenti delle pietre sono episodici, alternati a lunghi periodi di quiescenza, e per questo difficilmente osservabili.

 

Il ghiaccio e la soluzione del mistero

Alcuni fortunati scienziati americani hanno finalmente risolto il mistero.  Misure GPS molto precise di circa sessanta pietre, proprio in un periodo di grande attività (tra novembre 2013 e febbraio 2014), hanno permesso di rilevare una stretta relazione tra il movimento dei blocchi rocciosi e la meteorologia. In particolare, piovositàtemperatura si sono rivelati i parametri più interessanti. Il movimento dei massi rocciosi è stato collegato allo scioglimento del sottile strato di ghiaccio (3-6 mm di spessore) che ricopre il fondo del lago disseccato durante le ore più calde delle giornate invernali. L’aumento della temperatura provoca la formazione di lastre di ghiaccio di qualche decina di metri che sono vere e proprie zattere sulle quali le pietre, sospinte da venti anche deboli, possono viaggiare lungo traiettorie determinate sia dalla direzione e velocità del vento, che dalla presenza di acqua che fluisce al di sotto delle lastre di ghiaccio. Non è stato invece possibile osservare la formazione dei solchi che si rendono visibili solamente quando tutto il ghiaccio si è sciolto e l’acqua evaporata. Purtroppo quindi, nulla di misterioso e/o di extraterrestre, ma una speciale combinazione di processi naturali che causano un fenomeno non spiegabile analizzando separatamente i singoli fattori. Viene da pensare: se sul nostro Pianeta è così complesso decifrare l’azione di processi naturali conosciuti da millenni solo perché si verificano in una combinazione insolita, quanto possiamo sbagliarci nell'interpretare il paesaggio degli altri pianeti?

Alina Polonia

Geologa e ricercatrice presso l'Istituto di Scienze Marine (ISMAR-CNR) di Bologna dove si occupa di geologia marina. I suoi interessi principali sono lo studio dei margini continentali e la geologia dei terremoti sottomarini.

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