Sapere Scienza

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La difficile strada verso un vaccino per l’Hiv

2 Marzo 2014 di 

Da ormai un quarto di secolo gli scienziati di tutto il mondo sono alla ricerca di un vaccino contro l’Hiv. Nonostante i numerosi progressi delle nuove tecnologie applicate alla medicina, non è ancora stato sviluppato un prodotto efficace per la profilassi dell’Aids, soprattutto a causa della complessità delle proteine del virus.

 

Anticorpi difficili da sviluppare

La difficoltà a produrre un vaccino efficace contro l’Hiv è legata alle caratteristiche proprie del virus e alla nostra incompleta conoscenza della risposta immunitaria da parte dell’organismo. Le moderne tecnologie di biologia molecolare hanno permesso di costruire vaccini contenenti solo alcune proteine del virus; sono state utilizzate come immunogeni le proteine prodotte dal gene env, cioè le molecole che l’Hiv espone sulla sua superficie, in particolare la proteina gp120. Tali proteine, tuttavia, presentano una struttura molto complessa e in grado di variare nel corso dell’infezione e finora non è stato possibile sviluppare in laboratorio anticorpi completamente protettivi. Un ulteriore problema è legato alla capacità del virus di evadere la risposta immunitaria rimanendo in fase latente e sfuggendo così all’azione dell’anticorpo. A tutt’oggi, quindi, non esiste un vaccino disponibile contro l'Hiv.

 

Efficacia incoraggiante al 31 per cento

Gli studi effettuati negli ultimi quattro anni, tuttavia, sono incoraggianti: sono stati isolati da pazienti infetti degli anticorpi monoclonali fortemente neutralizzanti il virus. Numerosi studi in cui questi anticorpi venivano somministrati per via sistemica, ossia attraverso il sangue, o applicati localmente sulle mucose di primati, hanno dimostrato che essi sono in grado di eliminare completamente l’infezione. Queste scoperte hanno portato i ricercatori a pensare che possano esistere delle proteine specifiche del virus in grado di stimolare una risposta immunitaria così elevata. Inoltre, il recente successo del trial clinico del vaccino RV144, eseguito in Thailandia, per il quale è stata riscontrata un’efficacia del 31 per cento (contro l’assenza di efficacia degli altri trial clinici finora eseguiti) ha dimostrato che la meta non è così lontana come può sembrare. È necessaria, però, una maggiore comprensione dei meccanismi che regolano l’interazione di questo virus con la risposta immunitaria.

Tiziana Melillo

Laureata in Scienze Biologiche e specialista in Microbiologia e Virologia, ha inoltre conseguito un master in "Nutrizione personalizzata: basi molecolari e genetiche". Attualmente lavora come microbiologa nel Laboratorio Analisi dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma e insegna Microbiologia Clinica presso l'Università di Tor Vergata. Esercita anche attività privata di nutrizionista.

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