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25 Set 2018

Diabete in gravidanza: la metformina è legata al rischio di anomalie congenite?

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Uno studio dell’Istituto di Fisiologia Clinica (IFC) del CNR, in collaborazione con la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, ha analizzato il profilo di sicurezza della metformina e del suo utilizzo nel diabete gestazionale. Il farmaco, che ha subìto un’espansione delle indicazioni d’uso, sembra non essere legato a un aumento del tasso di anomalie congenite. Il lavoro è stato pubblicato su British medical journal.

Uno studio dell’Istituto di Fisiologia Clinica (IFC) del CNR, in collaborazione con la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, ha analizzato il profilo di sicurezza della metformina e del suo utilizzo nel diabete gestazionale. Il farmaco, che ha subìto un’espansione delle indicazioni d’uso, sembra non essere legato a un aumento del tasso di anomalie congenite. Il lavoro è stato pubblicato su British medical journal.

 

Diabete gestazionale e metformina

 

Il diabete gestazionale è un’intolleranza al glucosio legata alla gravidanza che, generalmente, regredisce dopo il parto e che “in Europa ha una prevalenza del 7-8% delle gravidanze, percentuale in crescita a causa dell’aumento dell’età materna alla gestazione e del peso pre-gravidico”, ha commentato Anna Pierini, ricercatrice del CNR-IFC. “In quanto al trattamento la prima cura resta la dieta e se questa non è sufficiente, bisogna far ricorso all’insulina. Nessun altro farmaco, compresa la metformina, ha come indicazione terapeutica il diabete gestazionale”. La metformina è un farmaco ipoglicemizzante, agisce modulando il metabolismo degli zuccheri presenti nell’organismo non interagendo con le cellule beta pancreatiche responsabili della secrezione di insulina. Il suo utilizzo garantisce un buon controllo sia della glicemia basale che di quella post-prandiale e riduce il rischio di incorrere in episodi di ipoglicemia. Nelle donne in gravidanza, la metformina attraversa la placenta, esponendo il feto a concentrazioni prossime a quelle della circolazione materna.

 

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Lo studio

 

L’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, in collaborazione con la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, ha fornito nuove prove sulla sicurezza legata all’uso della metformina nel diabete gestazionale durante il primo trimestre di gravidanza. Lo studio, recentemente pubblicato nella rivista British medical journal, ha analizzato un numero di donne in gravidanza esposte a dosi di metformina 5 volte maggiori di quanto non fosse stato documentato prima in letteratura. “L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare se l’assunzione di metformina nel primo trimestre di gravidanza comporti rischi di difetti alla nascita, considerando che in letteratura esistono pochi studi finalizzati ad accertare il tasso di anomalie congenite dovute all’uso del farmaco durante la gestazione”, ha affermato Pierini. “La metformina viene prescritta anche nella sindrome dell’ovaio policistico, così come per la riduzione di peso nell’obesità non diabetica, per normalizzare il ciclo mestruale o per favorire il concepimento. L’aumento delle prescrizioni ha generato una crescita del rischio di esposizioni involontarie a metformina. Data l’elevata percentuale di gravidanze non programmate, le donne potrebbero essere esposte al farmaco anche senza essere a conoscenza del concepimento”.

 

Risultati rassicuranti
 

“Sono state osservate quasi 1,9 milioni di nascite in Europa, fra il 2006 e il 2013, utilizzando i dati di 11 registri di anomalie congenite di 9 nazioni europee. Nello specifico, sono stati rilevati 50.167 bambini affetti da anomalie congenite tra nati vivi, morti fetali e interruzioni di gravidanza a seguito di diagnosi prenatale di anomalie”, ha spiegato la ricercatrice del CNR-IFC. “Sui 50.167 casi analizzati abbiamo riscontrato 168 casi di anomalie congenite esposti a metformina, pari a 3,3 per 1.000 nati. Non è emersa alcuna evidenza di aumento del rischio per tutte le anomalie congenite maggiori a seguito dell’assunzione di metformina nel primo trimestre di gravidanza, per diabete o altre indicazioni”.
L’unico eccesso evidenziato è quello relativo all’atresia della valvola polmonare, un difetto cardiaco registrato in 3 casi esposti a metformina su 229 casi totali. “Tra i tre casi, una mamma aveva il diabete pregestazionale e altre due mamme avevano assunto induttori dell’ovulazione”, ha proseguito Pierini. “Nonostante la necessità di ulteriore sorveglianza per aumentare la dimensione del campione e per il follow-up del segnale cardiaco emerso dallo studio, questi risultati sono rassicuranti, considerando che l’uso di metformina in gravidanza risulta in aumento e che la presenza di diabete pregestazionale raddoppia il rischio di anomalie congenite”.
La ricerca è stata realizzata nell’ambito di EUROmediCAT, consorzio di ricerca europeo dedicato al miglioramento della sicurezza dei farmaci in gravidanza, con lo scopo di costruire un network che valuti il profilo delle molecole in relazione al rischio di anomalie congenite all’interno di EUROCAT, la rete europea di registri per la sorveglianza delle anomalie congenite che copre oltre 1,5 milioni di nascite l’anno in 20 paesi d’Europa.

 

Se desiderate approfondire le vostre conoscenze sui farmaci, vi consigliamo di acquistare e leggere l’articolo di Barbara Mognetti, “Come i nostri geni condizionano la risposta ai farmaci”, pubblicato nel numero di agosto 2014 di Sapere.

REDAZIONE
La Redazione del sito saperescienza.it è curata da Micaela Ranieri dal 2019, in precedenza hanno collaborato Stefano Pisani e Alessia Colaianni.
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