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28 Ago 2014

L’Epo riduce i danni cerebrali nei nati prematuri

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L’eritropoietina (Epo), un ormone assurto agli onori della cronaca per il suo uso nel doping sportivo, potrebbero ridurre il rischio di anomalie cerebrali nei bambini prematuri.

L’eritropoietina (Epo), un ormone assurto agli onori della cronaca per il suo uso nel doping sportivo, potrebbero ridurre il rischio di anomalie cerebrali nei bambini prematuri. Secondo un nuovo studio dell’Ospedale Universitario di Ginevra, Svizzera, somministrare entro 42 ore dalla nascita del bambino alte dosi di Epo ridurrebbe infatti in modo significativo il rischio di danni alla materia bianca e a quella grigia. I bambini che nascono prima del termine naturale rischiano di sviluppare quella che è chiamata “encefalopatia della prematurità” che include cambiamenti strutturali della materia bianca e grigia ed è associata a ritardi nel neurosviluppo.

 

Gli scienziati hanno coinvolto nella ricerca 495 bambini, nati tra 26 settimane e 31 settimane di gestazione: le indagini hanno mostrato che i bambini trattati con eritropoietina umana ricombinante avevano meno anomalie nella materia bianca (22 per cento dei casi contro 36 per cento), nell’intensità del segnale nella materia bianca (3 per cento contro 11 per cento) e meno danni alla materia grigia (7 per cento contro 19 per cento).

REDAZIONE
La Redazione del sito saperescienza.it è curata da Micaela Ranieri dal 2019, in precedenza hanno collaborato Stefano Pisani e Alessia Colaianni.
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