TORINO – L’idea musicale del Floating Collective è un’avventurosa esplorazione di luoghi sconosciuti.
Come nelle esplorazioni, la squadra è formata in base al luogo, o meglio al mondo sonoro che si intende esplorare.
Da un’idea di Enrico Arnolfo, batterista, Andrea Pipino, chitarrista e Giovanni Camisassa, contrabbassista, il collettivo si propone di allargare l’organico a musicisti che di volta in volta si uniscano alla band per viaggiare in universi sonori dati dall’approccio esplorativo e non convenzionale allo strumento e all’improvvisazione.
L’idea musicale del Floating Collective è un’avventurosa esplorazione di luoghi sconosciuti.
Come nelle esplorazioni, la squadra è formata in base al luogo, o meglio al mondo sonoro che si intende esplorare.
Da un’idea di Enrico Arnolfo, batterista, Andrea Pipino, chitarrista e Giovanni Camisassa, contrabbassista, il collettivo si propone di allargare l’organico a musicisti che di volta in volta si uniscano alla band per viaggiare in universi sonori dati dall’approccio esplorativo e non convenzionale allo strumento e all’improvvisazione.
Maurizio Guzzi, conosciuto anche come “Il Cardinale”, poliedrico musicista proveniente da Savigliano, non sarà nella sua abituale veste di chitarrista, ma intento a pilotare dei synthesizers molto particolari, tra cui il mitico ARP 2600, costruito e pensato da un ex ingegnere della NASA, e reso famoso dal film “incontri ravvicinati del terzo tipo” dove veniva usato per produrre la celebre sequenza di 5 note per parlare con gli Alieni.