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27 Ago 2014

El Chupacabras: storia di una diceria divenuta mostro

Marco Signore

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Nel marzo 1995, a Portorico, otto pecore vennero ritrovate morte. La cosa non avrebbe certo fatto notizia, ma i testimoni parlarono di ferite strane (tre fori da puntura) su tutti i cadaveri, e dell’assoluta mancanza di sangue. Questo è il primo “avvistamento” di una creatura letteralmente inventata sul finire del XX secolo, e chiamata El Chupacabras (“Il succhiacapre”).

Nel marzo 1995, a Portorico, otto pecore vennero ritrovate morte. La cosa non avrebbe certo fatto notizia, ma i testimoni parlarono di ferite strane (tre fori da puntura) su tutti i cadaveri, e dell’assoluta mancanza di sangue. Questo è il primo “avvistamento” di una creatura letteralmente inventata sul finire del XX secolo, e chiamata El Chupacabras (“Il succhiacapre”). Dopo questo incidente, ulteriori casi di bestiame morto nell’area vennero attributi a questo mostro, che fu anche avvistato e descritto.

 

Film di fantascienza

Ma le descrizioni dei testimoni oculari disegnavano in realtà il ritratto del protagonista di un film di fantascienza (Species, del 1995), ed i decessi del bestiame erano in realtà normali decessi: le “punture” erano fori d’ingresso di saprofagi, e la presunta mancanza di sangue – mai confermata dalle autopsie – era in realtà apparente, e dovuta a un tipico fenomeno postmortem che si chiama livor mortis, per il quale il sangue si raccoglie e si addensa verso il basso, per gravità, e così sembra che i corpi siano esangui.

Ma il chupacabras venne presto esportato nel sud degli USA, dove sarebbe stato anche avvistato e persino ucciso. Naturalmente, l’analisi (pubblica) dei presunti cadaveri di chupacabra è stata tutt’altro che entusiasmante per i fan del mostro: si trattava di sfortunati coyote (o talvolta procioni) malati di rogna.

 

Un prodotto dei media

Pertanto, l’apparizione di una creatura aliena con ali di pipistrello, puzza di zolfo, e invulnerabile ai proiettili, non è altro che il frutto della voglia di notorietà di alcune persone e la psicosi o il bisogno di credere di altre. La criptozoologia nemmeno vuole essere coinvolta nella “caccia” a queste presunte mostruosità, ma il chupacabras è un perfetto esempio di come i media possano creare e dar vita a leggende davvero implausibili, che spesso sopravvivono ai loro stessi creatori. Vale la pena menzionare che in Italia alcuni media continuano a riproporre le autopsie di alcuni coyote giudicate “misteriose” e “inconclusive”, nonostante venga chiaramente dimostrato nei video (in inglese) che si tratta di sfortunati coyote.

 

[in foto: immagine tratta da www.csupomona.edu]

Marco Signore
Marco Signore
Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.
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