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17 Set 2017

L’alimentazione delle prime balene

Marco Signore

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I misticeti sono quei cetacei provvisti di strutture boccali molto particolari, chiamate fanoni, che in sostituiscono i denti e formano un apparato filtratore molto efficace: la dieta delle grandi balene con fanoni è infatti basata su piccoli animali, come il krill (gamberi) o piccoli pesci. Tuttavia, i fanoni non sono presenti negli antenati delle balene e, per quanto esistano provemolecolari dell’evoluzione da denti a fanoni, la dieta dei primi misticeti è tuttora oggetto di dibattito.

misticeti sono quei cetacei provvisti di strutture boccali molto particolari, chiamate fanoni, che in sostituiscono i denti e formano un apparato filtratore molto efficace: la dieta delle grandi balene con fanoni è infatti basata su piccoli animali, come il krill (gamberi) o piccoli pesci. Tuttavia, i fanoni non sono presenti negli antenati delle balene e, per quanto esistano prove molecolari dell’evoluzione da denti a fanoni, la dieta dei primi misticeti è tuttora oggetto di dibattito.

Gli antenati di questi giganteschi animali marini erano infatti dotati di denti adatti a catturare prede decisamente più grandi del krill. Una recente analisi dei denti fossili delle prime balene ha confermato che i primi misticeti non erano assolutamente filtratori, ma predatori marini allo stesso modo degli odontoceti (delfini e capodogli) e dei primi cetacei come Basilosaurus.

 

Foche filtratrici

David Hocking, della Monash University (Australia), ha pubblicato con un team internazionale di studiosi un articolo in cui ha cercato di ricostruire la dieta nei primi misticeti conosciuti, basandosi sui denti, e riferendosi anche a due foche attuali in grado di nutrirsi di piccole prede: la ben nota foca leopardo (Hydrurga leptonyx), terrore dei pinguini, e la meno conosciuta foca cancrivora (Lobodon carcinophagus): si tratta di due carnivori marini con adattamenti dei denti molto peculiari: infatti in queste due specie i denti post-canini (cioè i nostri premolari e molari) formano un “filtro” per catturare prede di piccole dimensioni, nonostante la foca leopardo si nutra anche di pinguini ed altre foche – incidentalmente la foca cancrivora è una delle prede preferite della leopardo, soprattutto da piccola. Hocking e colleghi hanno quindi cercato nel record fossile e tra i carnivori attuali, studiando la forma dei denti e delle rispettive cuspidi, ed hanno scoperto che nessun cetaceo fossile tra quelli noti era in grado di filtrare.

 

Feroci predatori

Secondo lo studio di Hocking, pubblicato su Biology Letters, tutti i cetacei fossili esaminati presentano denti molto più simili ai carnivori terrestri che ai cetacei attuali: denti in grado di lacerare e perforare, non certo di filtrare piccoli organismi. Questo implica che la transizione da predatori a filtratori per i misticeti sia passata attraverso un periodo di “suction feeding”, cioè di cattura delle prede per risucchio, una pratica comune nella maggior parte dei vertebrati marini predatori. Insomma, l’evoluzione delle balene è piuttosto chiara, ma a quanto pare si tratta di un processo davvero particolare, che è passato attraverso una fase in cui questi cetacei non erano pacifici giganti, ma feroci predatori marini.

Marco Signore
Marco Signore
Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.
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