Sapere Scienza

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Voglia di cibo salato? È il cervello che te lo sta chiedendo

16 Maggio 2019

Sarà capitato anche a voi di avere una irrefrenabile voglia di cibo salato? Pizza, patatine, pop corn, panzerotti, arancine, solo per citarne alcuni. Può succedere a tutti, non solo alle donne in gravidanza, ed è il cervello che regola questo desiderio. Gli scienziati del Caltech hanno identificato i neuroni che stimolano e spengono la voglia di sale attraverso la sperimentazione in laboratorio sui topi. I risultati, pubblicati su Nature, costituiscono un inizio nella comprensione della regolazione del desiderio di sodio negli esseri umani.

 

Perché abbiamo bisogno di sodio?

 

Mangiare cibi salati ci permette di assumere sodio. Ma perché è così importante per gli esseri umani e per altri organismi viventi? Il sodio, lo ione che si trova nel comune sale da cucina, il cloruro di sodio, svolge un ruolo fondamentale in diverse funzioni quali l'attività cardiovascolare, l'equilibrio dei fluidi e i segnali nervosi. Non solo nell'uomo ma in tutte le specie animali, il corpo regola e mantiene i livelli di sodio in maniera rigorosa. Purtroppo il metabolismo non lo produce in maniera indipendente ma deve procurarselo dall'esterno, ingerendone dosi provenienti dagli alimenti: nel momento in cui i livelli di sodio scendono, il cervello stimola specifici segnali di appetito che portano al suo consumo. Questo meccanismo non è stato ancora perfettamente compreso e gli scienziati del Caltech hanno appena scoperto una piccola popolazione di neuroni che controlla questo particolare stimolo.

 

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Lo studio pubblicato su Nature

 

I ricercatori hanno adoperato strumenti genetici per manipolare l'attività dei neuroni oggetto di studio in modo da poterli stimolare con la luce. È stato osservato che la stimolazione artificiale dei neuroni ha portato i topi a leccare un cristallo di sale ripetutamente, anche quando il loro corpo era ormai completamente sazio di sodio. Il passo successivo è stato misurare l'attività di questi neuroni mentre gli animali assumevano la sostanza: dopo pochi secondi di contatto tra lingua e sale, l'attività di questi specifici neuroni è stata inibita. Invece, un'introduzione diretta di sodio nello stomaco dei topi non ha soppresso l'attività neurale e lo stesso effetto è stato rilevato quando i recettori di sodio della lingua sono stati bloccati farmacologicamente. Ne consegue che i segnali orali di sodio, probabilmente mediati dal sistema del gusto, sono necessari per inibire i neuroni che regolano la voglia di salato.

 

Il gusto come regolatore delle funzioni del nostro corpo

 

Yuki Oka, professore di biologia e autore principale del lavoro, ha commentato: "Il desiderio di mangiare sale è il modo che il corpo possiede per dirti che ha un livello basso di sodio. Una volta che il sodio viene consumato, impiega un po' di tempo per essere assorbito dall'organismo. Così è interessante che solo il gusto del sodio sia sufficiente per calmare l'attività dei neuroni dell'appetito per il sale, il che significa che i sistemi sensoriali come il gusto sono molto più importanti nel regolare le funzioni corporee rispetto al semplice trasportare informazioni esterne al cervello".
Inoltre in molte specie, tra cui gli esseri umani, mangiare un cibo salato può portare a un ulteriore desiderio di consumare quel tipo di alimenti. Su questa scia, i ricercatori cercheranno di comprendere come l'attività di questi neuroni sia modulata nel corso del tempo. Capirlo potrebbe permettere di trovare soluzioni per aiutare i pazienti a risolvere problemi di salute legati al consumo di sale, diminuendone la quantità nelle loro diete.

 

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Credits immagine: foto di FotoshopTofs da Pixabay

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