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10 Giu 2025

Squali e tonni appassionati di montagne

Giulia Olivero

Giulia Olivero
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Una nuova ricerca condotta dall’Università di Exeter e dal Governo dell’Isola di Ascensione ha rivelato l’importanza delle montagne sottomarine come vere e proprie oasi per la vita marina, soprattutto per i predatori, come gli squali. Lo studio, pubblicato su PLOS Biology, ha mostrato come questi ecosistemi unici rappresentino un hotspot di biodiversità, a contrasto con le vaste zone desolate degli oceani aperti.

I ricercatori si sono concentrati su tre montagne sottomarine al largo dell’Isola di Ascensione, nell’Oceano Atlantico meridionale, scoprendo che queste formazioni poco profonde, con cime a meno di 100 metri dalla superficie, ospitano una concentrazione di predatori di 41 volte superiore alle aree circostanti. Tra le specie più numerose si trovano squali Galapagos, squali setosi, tonni pinna gialla e tonni obesi.

 

Fattori chiave per l’abbondanza marina

Ecco alcuni dei fattori che rendono questi ambienti così speciali e attraenti:

  • Concentrazione di prede: Le montagne sottomarine generano correnti che intrappolano le prede, rendendole facilmente accessibili ai predatori. Questi “picchi” naturali impediscono alle prede di fuggire in acque più profonde, concentrando il cibo in un punto.
  • Punti di incontro e socializzazione: Alcune specie utilizzano le montagne sottomarine come veri centri per socializzare, accoppiarsi e riposare, prima di tornare in mare aperto per la caccia.
  • Arricchimento della rete alimentare: Sebbene non sia stato osservato un aumento significativo di fitoplancton, la quantità totale di materia organica cresce a tutti i livelli della catena alimentare, dallo zooplancton ai predatori superiori. Lo zooplancton, per esempio, è due volte più abbondante sulle montagne sottomarine rispetto all’oceano aperto.
  • Residenza e frequentazione: Alcuni animali preferiscono stabilirsi permanentemente su una montagna sottomarina, mentre altri le visitano periodicamente. Inoltre, è stato osservato un “alone” di vita marina che si estende per almeno 5 km attorno a queste formazioni, sottolineando il loro ruolo cruciale nell’ecosistema marino.

«I nostri risultati suggeriscono che la combinazione di diversi fattori rende queste montagne marine eccezionalmente ricche di biodiversità» ha dichiarato il Dott. Weber, del Centro per l’ecologia e la conservazione del campus Penryn di Exeter in Cornovaglia.

 

Implicazioni per la conservazione

Questo studio mette in luce il ruolo cruciale delle montagne sottomarine nella conservazione delle specie predatrici di alto livello, sottolineando l’importanza di tutelare questi habitat unici per garantire la biodiversità marina.

Un esempio concreto di questa protezione è l’area marina protetta dell’Isola di Ascensione, che, con i suoi 445 000 km², vieta attività distruttive come la pesca commerciale su larga scala e l’estrazione mineraria dei fondali.

La ricerca offre così un importante contributo alla comprensione del delicato equilibrio degli ecosistemi oceanici, dimostrando come la protezione di questi ambienti sia essenziale per il futuro della vita marina.

 

 

Immagine di copertina: da Wikimedia – Bernard DUPONT

Giulia Olivero
Giulia Olivero
Giulia Olivero è laureata in Scienze Naturali presso l’Università di Torino, con un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. Appassionata di fotografia naturalistica, subacquea ed escursionismo, ha esperienza consolidata come guida naturalistica oceanica, con incarichi in diversi Paesi del mondo
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