Come funziona il sincro flash
Già da quando le fotocamere erano manuali, c’è un tempo di esposizione detto sincro flash, che corrisponde generalmente a 1/250s. Il tempo sincro flash deriva dal funzionamento dell’otturatore. Se non lo avete già fatto, vi invito a leggere prima l’articolo “Dalla parte del sensore” dove è spiegato dettagliatamente.
Come detto in quell’articolo, quando la velocità di scatto è più rapida della velocità di sincro flash, la seconda tendina dell’otturatore inizia a chiudersi (salendo) mentre la prima non è ancora tutta aperta (non è completamente risalita). Questo comporta che non c’è un momento in cui l’otturatore sia tutto dischiuso per far scattare il flash, come mostra la figura seguente.
Questa è la scena vista dal sensore (ricordo che le immagini giungono capovolte).
Illuminando in questo momento la scena con un lampeggiatore, il risultato sarebbe una fotografia parzialmente scura.
Più è rapido il tempo di esposizione, prima la seconda tendina inizia a chiudersi. Se fossimo al posto del sensore, guardando al rallentatore la scena, vedremmo una fessura che si sposta dal basso verso l’alto.
Molti anni fa, quando le fotocamere erano manuali, capitava di dimenticare di impostare sulla fotocamera un tempo non più rapido del sincro flash e le foto risultavano irrimediabilmente “tagliate”.
L’evoluzione del sincro flash
Sulle fotocamere successive il problema fu risolto con un automatismo che non consentiva l’impostazione errata del tempo di esposizione. Ovviamente è così anche con le fotocamere attuali. Per questo motivo possiamo usare qualsiasi tempo di esposizione, purché sia più lungo del sincro flash. Per essere più chiari, se il sincro flash è a 1/250 di secondo, possiamo usare tempi come 1/125s, 1/60s, 1/30s o ancora più lunghi, ma non possiamo usare tempi più rapidi di 1/250s.
Tuttavia, oggi questo limite è stato “aggirato” con i moderni (e costosi) lampeggiatori elettronici dedicati che sono dei veri gioielli di tecnologia. Lavorando a velocità di scatto più rapide del sincro flash, il lampeggiatore emette più lampi in rapida sequenza man mano che la fessura di cui si parlava prima mostra un’altra porzione della scena.
Il flash non serve solo quando la luce nell’ambiente è insufficiente, ad esempio si usa per i ritratti in esterni con luce diurna. In questi casi si lavora facilmente con tempi rapidissimi, anche perché, generalmente, nei ritratti si usano diaframmi molto aperti per sfocare lo sfondo.