Nel primo articolo di questa serie sul colore, abbiamo detto che luce e colori sono solo sensazioni che si sviluppano nel nostro encefalo quando determinate radiazioni elettromagnetiche colpiscono i nostri occhi. Analizziamo come avviene questo processo.
La retina dei nostri occhi è ricoperta da due tipi di cellule, dette fotorecettori, sensibili agli stimoli luminosi: bastoncelli e coni.
I bastoncelli sono molto più numerosi dei coni e si attivano quando l’intensità della luce è bassissima. Sono quelli che ci permettono la visione quasi al buio (detta visione scotopica) e non consentono la percezione del colore.
La teoria tricromatica
Thomas Young nel 1802 ipotizzò che nei nostri occhi ci fossero tre tipi di fotorecettori, e nel 1964 si ebbe la conferma sperimentale di questa teoria.
I coni sono di tre tipi: S, M e L, sono gli acronimi di Short, Medium e Long, riferiti alle lunghezze d’onda delle radiazioni a cui sono più sensibili.
Quando i livelli di luminosità aumentano, si disattivano i bastoncelli e si attivano i coni (visione fotopica) che, essendo di tre tipi, consentono la percezione del colore.

Il grafico mostra le sensibilità dei coni ai vari colori, indicandone i valori di picco. Possiamo dedurre che i coni S sono più sensibili al blu, gli M al verde e gli L al rosso.
È un po’ come se il nostro sistema visivo considerasse la luce e il colore composti da tre colori primari: rosso, verde e blu.
Di fatto, per riprodurre il colore in monitor, televisori, display e videoproiettori, usiamo solo tre colori primari: rosso, verde e blu, come vedremo meglio nel prossimo articolo.
La teoria dei processi opponenti
I coni producono dei segnali elettrici che altre cellule presenti nella retina analizzano e convertono in tre segnali opponenti.
Il primo ha origine da ciò che rilevano tutti e tre i tipi di coni: distingue la chiarezza, in pratica è un segnale che ci fa percepire la luminanza. Il secondo differenzia il rosso dal verde grazie ai coni L e M. Il terzo differenzia il giallo, percepito dai coni L e M, dal blu.

Ecco il concetto dei colori opponenti.
Riuscite a immaginare un giallo che tende al rosso oppure al verde? Certamente sì, ma non credo che riusciate a immaginare un giallo tendente al blu, quindi un “giallo bluastro”, oppure un rosso tendente al verde, un “rosso verdastro”. Bene, rosso e verde, come giallo e blu, si definiscono colori opponenti.
I tre segnali opponenti, attraverso il nervo ottico, raggiungono una determinata area del cervello che li elabora generando la sensazione del colore.
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