Nematodi sociali
Una ricerca tedesca ha dimostrato per la prima volta ciò che gli specialisti in nematodi si aspettavano: questi onnipresenti vermi possono unire i loro corpi a formare torri che poi usano per spostarsi in gruppo.
I nematodi sono un gruppo di animali vermiformi cosmopoliti, che in genere vivono come parassiti, predatori o spazzini. Tra questi ultimi è stato previsto, e finalmente osservato, un comportamento piuttosto bizzarro, che paradossalmente era stato immaginato in diverse opere di fantascienza: individui della stessa specie sono in grado di aggregarsi e formare una vera e propria torre di vermi. Tale torre è mobile, e può spostarsi non solo per raggiungere, ad esempio, luoghi troppo in alto per i singoli individui, ma anche per facilitare il trasporto tramite altri animali.
L’importanza della socialità
La capacità di alcuni organismi di riunirsi in gruppi per ragioni utilitaristiche è un aspetto che viene molto studiato perché potrebbe essere alla base dell’evoluzione della socialità. Tuttavia, trovare evidenze in natura di questi comportamenti non è semplicissimo, e la maggior parte degli studi finora si è limitata a ricreare alcune condizioni e osservare la risposta degli organismi.
Per esempio, diversi studi stanno dimostrando che la dispersione delle larve degli animali marini non è casuale, ma guidata da diversi fattori, tra cui un certo livello di socialità. L’evoluzione dei comportamenti sociali è quindi quasi integrata con le necessità dei singoli, e queste scoperte aprono la strada a nuovi aspetti dello studio del comportamento. Non solo, esistono anche relazioni tra socialità, dispersione e struttura genetica delle popolazioni.
La nostra capacità di comprendere come si evolve la socialità e quanto “pesa” sul comportamento dei singoli e delle comunità in cui vivono è fondamentale per capire meglio i meccanismi genetici alla base delle popolazioni e, più in grande, intraprendere nuove vie per la conservazione delle specie.
Ammassi a forma di torre
Da osservazioni in natura, gli studiosi hanno notato che i nematodi su mele e pere marce si comportano in modi differenti a seconda dello stadio vitale. Gli adulti, liberi, si nutrono della polpa in decomposizione dei frutti. Così fanno anche gli individui dello stadio dauer, una forma “durevole” dei nematodi, capace di lunghi periodi di inattività, di resistere a condizioni ambientali estreme e persino di fermare il proprio invecchiamento. In genere, gli individui dauer non sono particolarmente attivi; tuttavia, gli studiosi hanno osservato la formazione di torri di vermi composte solo da questi esemplari, che sembra abbiano funzione di dispersione. In pratica, i vermi si ammassano a formare degli aggregati a forma di torre, tramite i quali possono superare piccoli dislivelli, e persino attaccarsi a insetti per farsi dare un passaggio verso altre aree.
Le torri mobili
Queste torri sono state replicate in laboratorio, e possono includere anche individui adulti. L’estrema plasticità permette loro di spostarsi, attraversare spazi vuoti o verticali, e persino esplorare l’area creando “braccia”. Le torri possono rispondere a stimoli tattili, e le prime ricerche non trovano specializzazioni tra gli individui che le costituiscono. La capacità di disperdersi nell’ambiente per spostarsi in aree con maggiori disponibilità di risorse viene quindi enormemente amplificata dalla collaborazione tra individui nella costruzione di questi “super-organismi”. È un po’ quel che succede con i ponti delle formiche tagliafoglie o i nidi mobili delle formiche legionarie, ma senza suddivisione di ruoli e in modo molto più elastico, col preciso scopo di spostarsi in aree più favorevoli.
Naturalmente queste scoperte innescano nuove possibili linee di ricerca, ma ci ricordano anche che la natura è infinitamente più complessa e originale di quanto possiamo pensare.