Un libro per riflettere sui cambiamenti del mondo universitario
“La generazione-Z all’università. Chi sono e cosa pensano i nuovi studenti” di Asher Colombo, Gianpiero Dalla Zuanna e Manuela Scioni, edito da Il Mulino, è un libro scientificamente coraggioso. Il mondo giovanile analizzato, nella sua generalità, è oggetto di un sociologismo talvolta improvvisato, spesso animato da casi di cronaca che costituiscono eccezionalità statistiche. Quando poi le frequenze permettono di registrare tendenze e incrementi – esempio classico l’uso, abuso e dipendenza da new media, digitale e dispositivi – osservazione, studio e normazione rincorrono affannosamente un cambiamento fattuale accelerato.
Qual è il ruolo dell’università?
Il mondo universitario, infine, per stringenti ragioni di bilancio, vede subordinare l’attività di ricerca alla funzione formativa, interpretata come intercettazione della domanda di un mercato. Studenti e famiglie, però, apprezzano qualità e prezzo dell’offerta in modi molto diversi e la scelta tra costo e investimento, nello studio, dipende soprattutto dalla loro consapevolezza. L’università non svolge più il ruolo di ascensore sociale, per usare un’espressione inflazionata ma efficace, e gli atenei, per rivolgersi a un’utenza potenziale tanto vasta adottano anche strategie di marketing: in senso letterale e sul piano didattico, agevolando più la frequenza e conclusione degli iter di studio che la finalità formativa.
Stiamo tagliando una questione variegata e complessa con l’accetta ma, temiamo, anche con qualche buona ragione. Si pensi alla disabitudine di far svolgere lavori di ricerca, alla riduzione delle tesi a meri elaborati senza discussione, quando non sono del tutto eliminate, alla rincorsa per il recupero dei fuori corso. E si pensi soprattutto all’inadeguatezza della formazione rispetto alla rivoluzione gnoseologica dove l’intelligenza artificiale fa impallidire le precedenti e irrisolte preoccupazioni per l’uso delle reti digitali, all’insufficiente evoluzione verso approcci più metodologici e meno nozionistici, al superamento del deficit model nel trasferimento di conoscenze, competenze e valori, all’opinabilissimo sistema di valutazioni e voti. Chi scrive, insegnando Divulgazione della conoscenza all’Università di Roma Tor Vergata, parla anche per esperienza diretta.
Gli elementi chiave dell’analisi
Il declino della lettura, elemento emblematico di questo contesto, è focalizzato ne “La generazione-Z all’università” assieme a quello della fede e con elementi quali polarizzazione, mobilitazione, impegno politico, sensibilità. Qui si arriva al coraggio del libro che rifugge dalla modalità di analisi da “sondaggio”, molto usata con giovani, studenti e università, secondo appunto una tattica da marketing, ed è invece basato su una ricerca empirica condotta nell’anno accademico 2023-24 in tre grandi atenei del Nord Italia: Bologna, Padova e Milano Bicocca.
Il volume ricostruisce le rappresentazioni delle minoranze etniche, religiose, sessuali, immigrate elaborate dagli studenti e ne emerge un quadro inatteso che contribuisce a illuminare parte del modo in cui i giovani adulti italiani guardano al presente e al futuro della società. La ricerca è svolta dall’Istituto Carlo Cattaneo, della cui Fondazione è presidente Colombo, che insegna Sociologia all’Università di Bologna, mentre Dalla Zuanna insegna Demografia all’Università di Padova, dove Scioni è ricercatrice.
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