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23 Set 2025

Le frodi e gli scandali più clamorosi

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Abbiamo avuto modo di accennare ad alcuni frodi scientifiche quando abbiamo parlato di peer review e di come funzionano i processi di revisione ed editing degli articoli. Qui di seguito un breve elenco degli scandali e delle frodi più celebri. Alcune delle quali, purtroppo, hanno ripercussioni ancora adesso.

A proposito del primo che si trova in questo elenco, non molto tempo fa ho sentito l’avvocato di un’associazione consumatori illustrare, con un certo orgoglio professionale, la difesa di una famiglia con un ragazzino affetto da autismo contro un’azienda produttrice di vaccini

  • Andrew Wakefield (1998, The Lancet). Lo studio che collegava vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia) e autismo. Rivelatosi fraudolento, lo studio è stato ritrattato nel 2010. Caso emblematico di fallimento della peer review e di enormi danni sociali.
  • Hwang Woo-suk (2004-2005, Science). Il ricercatore sudcoreano dichiarò di aver clonato cellule staminali umane, ma i dati erano inventati e ne seguirono ritrattazioni clamorose.
  • Jan Hendrik Schön (anni 2000, Science e Nature). Il fisico tedesco dei Bell Labs pubblicò decine di articoli su semiconduttori organici, ma si scoprì che manipolava i dati. Una delle più grandi frodi della fisica moderna.
  • STAP cells (2014, Nature). Si tratta di una ricerca giapponese su cellule staminali acquisite con stimolazione esterna, ma i risultati non furono riproducibili in altri laboratori e ne seguì una rapida ritrattazione.
  • Diederik Stapel (anni 2010). Lo psicologo sociale olandese pubblicò numerosi articoli ma con dati completamente inventati. La scoperta di questa falsificazione mise in crisi la psicologia sperimentale e dimostrò che anche le scienze “soft” non sono per nulla immuni al meccanismo.

 

Ulteriori errori e criticità del sistema

  • Arsenic life (2010, Science). Lo studio della NASA proponeva batteri capaci di usare arsenico al posto del fosforo, ma si scoprì che la revisione era stata troppo entusiasta e acritica: i dati erano deboli e lo studio fu smentito.
  • Fusione fredda (1989). Annunciata in conferenza stampa prima della peer review, dando seguito a grandi aspettative puntualmente ridimensionate perché i risultati non erano replicabili. Dimostra i limiti del sistema tradizionale nel gestire notizie “ad alto impatto”, anche se… non ci siamo ancora arresi e anzi: la fusione nucleare sta vivendo nuovamente una stagione di rinnovato interesse (e finanziamenti).
  • Caso Séralini (2012, Food and Chemical Toxicology). Lo studio sugli OGM e i tumori nei ratti diede seguito ad accese polemiche, fu ritrattato e ripubblicato altrove, con numerose critiche alla qualità della revisione iniziale e alla pressione politica.

 

In definitiva questi episodi mettono in evidenza piuttosto bene almeno tre aspetti: il primo è quello della frode deliberata, con autori che aggirano il sistema; il secondo è l’entusiasmo (ma anche la negligenza) dei revisori; il terzo l’ingerenza e le pressioni esterne (politiche, mediatiche, industriali). Pur essendo casi di qualche anno fa fanno riflettere molto anche sull’attualità…

 

 

Immagine di copertina: Dilok Klaisataporn – Vecteezy

Luciano Celi
Luciano Celi
Luciano Celi ha conseguito una laurea in Filosofia della Scienza, un master in giornalismo scientifico presso la SISSA di Trieste e un secondo master di I livello in tecnologie internet. Prima di vincere il concorso all'Istituto per i Processi Chimico-Fisici al CNR di Pisa, ha fondato con Daniele Gouthier una piccola casa editrice di divulgazione scientifica. Nel quinquennio 2012-2016 ha coordinato il comitato «Areaperta» (http://www.areaperta.pi.cnr.it), che si occupa delle iniziative di divulgazione scientifica per l'Area della Ricerca di Pisa ed è autore, insieme ad Anna Vaccarelli, della trasmissione radio «Aula 40» (http://radioaula40.cnr.it/). Nel giugno 2019 ha discusso la tesi di dottorato in Ingegneria Energetica.
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