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20 Gen 2026

Il colore in fotografia digitale: come percepiamo i colori

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Nel primo articolo di questa serie sul colore, abbiamo detto che luce e colori sono solo sensazioni che si sviluppano nel nostro encefalo quando determinate radiazioni elettromagnetiche colpiscono i nostri occhi. Analizziamo come avviene questo processo.

La retina dei nostri occhi è ricoperta da due tipi di cellule, dette fotorecettori, sensibili agli stimoli luminosi: bastoncelli e coni.

I bastoncelli sono molto più numerosi dei coni e si attivano quando l’intensità della luce è bassissima. Sono quelli che ci permettono la visione quasi al buio (detta visione scotopica) e non consentono la percezione del colore.

 

La teoria tricromatica

Thomas Young nel 1802 ipotizzò che nei nostri occhi ci fossero tre tipi di fotorecettori, e nel 1964 si ebbe la conferma sperimentale di questa teoria.

I coni sono di tre tipi: S, M e L, sono gli acronimi di Short, Medium e Long, riferiti alle lunghezze d’onda delle radiazioni a cui sono più sensibili.

Quando i livelli di luminosità aumentano, si disattivano i bastoncelli e si attivano i coni (visione fotopica) che, essendo di tre tipi, consentono la percezione del colore.

sensibilità dei coni

Il grafico mostra le sensibilità dei coni ai vari colori, indicandone i valori di picco. Possiamo dedurre che i coni S sono più sensibili al blu, gli M al verde e gli L al rosso.

È un po’ come se il nostro sistema visivo considerasse la luce e il colore composti da tre colori primari: rosso, verde e blu.

Di fatto, per riprodurre il colore in monitor, televisori, display e videoproiettori, usiamo solo tre colori primari: rosso, verde e blu, come vedremo meglio nel prossimo articolo.

 

La teoria dei processi opponenti

I coni producono dei segnali elettrici che altre cellule presenti nella retina analizzano e convertono in tre segnali opponenti.

Il primo ha origine da ciò che rilevano tutti e tre i tipi di coni: distingue la chiarezza, in pratica è un segnale che ci fa percepire la luminanza. Il secondo differenzia il rosso dal verde grazie ai coni L e M. Il terzo differenzia il giallo, percepito dai coni L e M, dal blu.

 

processi opponenti colore

Ecco il concetto dei colori opponenti.

Riuscite a immaginare un giallo che tende al rosso oppure al verde? Certamente sì, ma non credo che riusciate a immaginare un giallo tendente al blu, quindi un “giallo bluastro”, oppure un rosso tendente al verde, un “rosso verdastro”. Bene, rosso e verde, come giallo e blu, si definiscono colori opponenti.

I tre segnali opponenti, attraverso il nervo ottico, raggiungono una determinata area del cervello che li elabora generando la sensazione del colore.

 

 

Immagine di copertina: Pexels

Sergio Nuzzo
Sergio Nuzzo
Tecnico elettronico, ha iniziato la carriera lavorativa nell’ambito della strumentazione scientifica, lavorando per due delle più importanti aziende a livello mondiale, in veste di Field Service Engineer. Dal 1994 è Collaboratore Tecnico dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici, sede di Bari, del Consiglio Nazionale delle Ricerche.Fotoamatore fin da giovanissimo, sviluppa particolare interesse per la scienza e la tecnologia della fotografia digitale. Grazie alle conoscenze acquisite con i suoi studi, con l’autorizzazione del suo Ente, ha collaborato con un’importante azienda del settore fotografico, tenendo corsi e lezioni aperte per fotografi professionisti.
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